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gelosia

Respinto il ricorso di un uomo che aveva perseguitato e ferito l’ex compagna e il nuovo partner: la gelosia “morbosa” può diventare aggravante. La gelosia non può mai giustificare la violenza, nemmeno quando nasce da un tradimento. A ribadirlo è la Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso di un uomo condannato per aver perseguitato e ferito l’ex compagna e il suo nuovo partner, escludendo qualsiasi attenuante legata al movente passionale. Secondo la Suprema Corte, la gelosia invocata dall’imputato non è un sentimento comprensibile, ma una forma “morbosa”, espressione di supremazia e possesso, incompatibile con una riduzione della responsabilità penale. Al contrario, in casi come questo può configurare l’aggravante dell’aver agito per motivi futili o abietti. Il principio della Cassazione Nel motivare la decisione, i giudici chiariscono che la fine di una relazione o la scoperta di un tradimento non legittimano comportamenti violenti, persecutori o vendicativi. La gelosia, spiegano, non è una reazione inevitabile, ma una costruzione psicologica che riflette una concezione proprietaria dell’altra persona, in contrasto con i principi di libertà e autodeterminazione. La Corte sottolinea inoltre che il richiamo a sentimenti passionali non può essere utilizzato per attenuare la gravità di condotte che sfociano in stalking, aggressioni e violenza fisica. Il caso Il procedimento riguarda un uomo che, dopo la fine della convivenza, aveva dato avvio a una serie di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna, arrivando ad aggredire sia lei sia il nuovo compagno. La difesa aveva chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche, sostenendo che l’azione fosse stata determinata dallo stato emotivo conseguente a un tradimento. Una linea difensiva respinta in modo netto dalla Cassazione, che ha ribadito come la gelosia, quando si traduce in controllo, ossessione e violenza, non sia una spiegazione, ma un elemento di ulteriore gravità. Una linea dura contro la violenza La sentenza si inserisce nel solco di una giurisprudenza sempre più attenta a contrastare la violenza di genere e a smontare l’idea che passioni e sentimenti possano in qualche modo giustificare o ridimensionare comportamenti criminali.

Emergono nuovi particolari sull’omicidio avvenuto venerdì sera a San Giovanni Rotondo. Michele Placentino sarebbe stato ucciso da suo cugino dopo una discussione con un altro uomo che importunava sua moglie Servizio di Pietro Loffredp

La 35enne accoltellata dal suo ex a Monopoli ha lasciato il reparto di rianimazione Dory Colavitto, la 35enne accoltellata a Monopoli dal suo ex, ce la farà. La donna è ormai fuori pericolo: ieri sera ha lasciato la rianimazione per essere trasferita nel reparto di Chirurgia del Policlinico di Bari.La sua famiglia, la madre e il fratello, non l’hanno mai lasciata sola dal 2 novembre scorso, giorno in cui Giuseppe Ambriola l’aveva ridotta in fin di vita. Madre di un bambino di 3 e anni e mezzo, era ancora cosciente quando fu soccorsa prima da un vicino di casa e poi dal 118. La madre Tina era riuscita a cacciare via l’ex a colpi di matterello, lo stesso con cui Dory da tempo usciva da casa per paura di essere aggredita da Ambriola. Lo aveva già denunciato ma nei suoi confronti non erano stati adottati provvedimenti. Intanto due giorni fa gli amici hanno aperto una raccolta fondi on line per raccogliere fondi destinati ad aiutare la 35enne nel lungo percorso di riabilitazione che dovrà affrontare. Anche nell’azienda ortofrutticola in cui lavora Dory ci sono due salvadanai per raccogliere contributi a lei destinati. La 35enne rischia di perdere la vista ad un occhio a causa delle gravi ferite riportate. È stata sottoposta già a diversi interventi chirurgici. L’aggressore invece è in carcere a Bari con l’accusa di tentato omicidio premeditato e aggravato dalla crudeltà.

Tre colpi di pistola dopo la lite 

Emergono nuovi particolari sull’omicidio avvenuto venerdì sera a San Giovanni Rotondo. Michele Placentino sarebbe stato ucciso da suo cugino dopo una discussione con un altro

Bari, Dory è fuori pericolo

La 35enne accoltellata dal suo ex a Monopoli ha lasciato il reparto di rianimazione Dory Colavitto, la 35enne accoltellata a Monopoli dal suo ex, ce

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