
Foggia: paziente muore, i familiari aggrediscono medici e infermieri del 118
Solo pochi giorni fa, in Prefettura, è stato firmato un protocollo per prevenire aggressioni e tutelare chi opera nel soccorso Ancora aggressioni contro il personale
Solo pochi giorni fa, in Prefettura, è stato firmato un protocollo per prevenire aggressioni e tutelare chi opera nel soccorso Ancora aggressioni contro il personale del 118. A Foggia, durante un intervento di emergenza, i parenti di una paziente in arresto cardiaco hanno assalito i soccorritori con urla, minacce, sputi e lanci di oggetti. La donna, affetta da una grave patologia, è morta poco dopo l’arrivo di due ambulanze partite da Foggia e Cerignola, entrambe sprovviste di medico a bordo. I suoi familiari, in preda alla rabbia e alla disperazione, hanno preso di mira il personale sanitario. “Abbiamo fatto il possibile, ma la situazione è degenerata”, ha raccontato un operatore. È il dodicesimo caso di violenza registrato da gennaio nella provincia. Solo pochi giorni fa, in Prefettura, è stato firmato un protocollo d’intesa per prevenire aggressioni e tutelare chi opera nel soccorso. Il documento prevede il coinvolgimento delle forze dell’ordine, sistemi di allarme e percorsi formativi.
Solo 199 in servizio su 530 previsti In Puglia mancano più della metà dei medici previsti nel 118. Sono appena 199 quelli in servizio, a fronte dei 530 indicati dalla pianta organica. Un’emorragia che si riflette anche nei reparti di pronto soccorso e sulle ambulanze, mettendo a rischio la tenuta del sistema d’emergenza. Il servizio di Francesco Iato

Solo pochi giorni fa, in Prefettura, è stato firmato un protocollo per prevenire aggressioni e tutelare chi opera nel soccorso Ancora aggressioni contro il personale

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