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I piccoli coinvolti nelle condotte sarebbero complessivamente 36, tutti di età inferiore ai tre anni Tre educatrici sono state sospese dall’esercizio della professione per un anno perché accusate di maltrattamenti all’interno dell’asilo nido “Melograno” di Potenza, una struttura in regime di convenzione con il Comune. Il provvedimento del Gip è stato eseguito dai carabinieri della Compagnia del capoluogo lucano. Le indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Potenza, sono partite da una denuncia relativa a presunte condotte maltrattanti avvenute all’interno della struttura ed hanno permesso di acquisire un grave quadro indiziario oltre ad alcune testimonianze relative ad atteggiamenti prevaricatori e violenti nei confronti degli bambini. Nello specifico, le condotte illecite sarebbero consistite in offese, frasi denigratorie e violenze fisiche quali strattonamenti, schiaffi e forti scossoni, tali da cagionare sofferenze fisiche e morali idonee a compromettere il regolare sviluppo psico-fisico dei minori. Il tutto sarebbe stato inoltre documentato mediante l’installazione di telecamere audio-video da parte degli investigatori all’interno di due sezioni dell’asilo. Le immagini acquisite hanno consentito di ricostruire l’aggressività delle tre educatrici verso i piccoli discenti. I bambini coinvolti nelle condotte sarebbero complessivamente 36, tutti di età inferiore ai tre anni all’epoca dei fatti. 

Gli striscioni sono apparsi sui cancelli dei nove asili nido di Taranto contro la decisione dell’amministrazione comunale di esternalizzare il servizio Di Alessandra Martellotti “Difendiamo i nidi comunali”: è quanto si legge sugli striscioni apparsi sui cancelli degli asili di Taranto, in segno di protesta e di dissenso alla decisione dell’amministrazione Melucci di privatizzare i nove nidi comunali. Venerdì 10 ci sarà un incontro del Comitato Io amo gli asili nidi di Taranto che ha invitato le educatrici e i sindacati a partecipare. Questi ultimi sono stati convocati, ormai a cose fatte, anche dal sindaco Melucci per il 13 gennaio, con lo scopo, ha detto il primo cittadino, di trovare la soluzione migliore per tutti i lavoratori e le lavoratrici. Con l’esternalizzazione del servizio sia le educatrici dirette che quelle delle cooperative esterne perderanno il proprio posto di lavoro, quello per il quale hanno studiato e si sono specializzate, e saranno reintegrate negli uffici comunali come amministrative. La decisione è stata inserita nel Documento unico programmatico, approvato nell’ultimo consiglio comunale.

I genitori del nido in Città vecchia: “Rette già fino a 500 euro”. L’anno inizia con l’amaro in bocca anche per le educatrici, destinate agli uffici comunali. Il 13, sindacati convocati dal sindaco Di Alessandra Martellotti

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