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I sospetti si concentrano su un uomo visto allontanarsi dalla struttura poco prima dell’arrivo degli operai del cantiere. Un incendio è divampato nella notte all’interno dell’ex dormitorio per migranti di via Provinciale San Vito, a Brindisi, struttura attualmente interessata dai lavori di riqualificazione per la realizzazione della Casa delle Culture. Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l’area. Secondo quanto riferito dall’assessore ai Servizi sociali, Ercole Saponaro, i sospetti si concentrano su un uomo, presumibilmente di nazionalità straniera, visto allontanarsi dalla struttura poco prima dell’arrivo degli operai del cantiere. In base alle prime ricostruzioni, avrebbe incendiato alcuni rifiuti e un materasso dopo aver versato del liquido infiammabile. Per l’assessore, l’episodio sarebbe riconducibile al clima di tensione che si è creato nelle ultime settimane attorno al trasferimento dei migranti dalla struttura di via Provinciale San Vito all’area industriale, in attesa della realizzazione del nuovo dormitorio a Restinco. Sono in corso le indagini delle forze dell’ordine per ricostruire la dinamica dell’accaduto e accertarne le responsabilità.

Dopo oltre vent’anni e cinque amministrazioni, si chiude l’ex dormitorio di via Provinciale per San Vito. La struttura, a lungo simbolo di criticità nella gestione dell’accoglienza, è stata svuotata con il trasferimento degli ultimi ospiti. Al suo posto sorgerà la “Casa delle Culture”, centro dedicato a inclusione, formazione e servizi di integrazione per migranti regolari. Un’operazione attesa da mesi e più volte rinviata, prima per il completamento degli allestimenti nella struttura temporanea dell’ex Cdr e poi per l’incendio doloso che a gennaio aveva interessato gli spazi destinati all’accoglienza. Ora il dormitorio chiude i battenti, mentre gli ospiti vengono ricollocati in attesa dell’attivazione del nuovo centro di Restinco. Il futuro dell’area è già tracciato: il Comune ha ottenuto un finanziamento di circa un milione e seicentomila euro per trasformare l’ex dormitorio ed il vicino immobile confiscato alla criminalità organizzata in una “Casa delle Culture”. Il progetto prevede la realizzazione di un centro polifunzionale dedicato all’inclusione e all’integrazione dei migranti regolari, con spazi per la formazione professionale, l’orientamento al lavoro, il supporto ai percorsi di inserimento sociale e attività culturali e di socializzazione. L’obiettivo è superare la gestione emergenziale del passato e strutturare servizi stabili sul territorio, favorendo percorsi di integrazione e riducendo le situazioni di marginalità. La gestione della struttura sarà affidata tramite bando pubblico a un soggetto del Terzo settore, con l’intento di garantire continuità alle attività e apertura verso la città, trasformando un luogo a lungo critico in uno spazio di inclusione e riferimento per il territorio.

Aumentano i numeri di chi vive per strada, anche a Bari, dove intorno alla stazione ci sono strade che di sera si trasformano nel dormitorio di senzatetto abbandonati Cala la sera e appena le saracinesche si abbassano, i portici dell’extramurale Capruzzi diventano un dormitorio urbano e latrine a cielo aperto. C’è, indubbiamente, un problema di sicurezza – che i residenti denunciano da tempo – e di decoro urbano, e poi ci sono le vite interrotte e le storie spezzate, anche nel racconto, di Francesco, barese, Mihail rumeno, e Diamante, lituano. Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo Servizio di Guglielmina Logroscino

La comunità africana denuncia le precarie condizioni all’interno della struttura Intervista: Drissa Kone – Presidente Comunità Africana Intervista: Alfusainey Drammeh – Segretario Comunità Africana

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