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FUTURO EX ILVA A confronto docenti, ricercatrici ed esperti. L’iniziativa è di diverse associazioni tarantine Servizio di Annamaria Rosato Intervista: Michele Carducci – Prof. Diritto Costituzionale Comparato e Climatico Università del Salento

Alla Camera il ministro critica lo stallo sull’altoforno 1 e parla di cassa integrazione, svolta green e nuovi scenari industriali Intervista: Adolfo Urso Ministro delle Imprese e Made in Italy

Presentato uno studio, la decarbonizzazione unica strada percorribile Servizio di Alessandra Martellotti. Intervista a Stefano Ciafani, presidente Legambiente

Il sindacato: “Coinvolgere le imprese dell’indotto nel rifacimento degli impianti per il DRI” di Alessandra Martellotti Intervista: Pietro Cantoro, Fim Cisl Settore Appalti Taranto

Peacelink chiede trasparenza al sindaco di Taranto sull’Aia e minaccia ricorsi. Attesa per le offerte vincolanti e l’accordo di programma

Il documento è stato sottoscritto a Roma da tutte le amministrazioni nazionali e locali, anche dal sindaco di Taranto Intervista: Pietro Bitetti – Sindaco di Taranto

È stata firmata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, da tutte le amministrazioni nazionali e locali, l’intesa sulla decarbonizzazione degli impianti dell’ex Ilva di Taranto. La bozza d’intesa non indica i tempi per il passaggio alla produzione con forni elettrici, né la decisione su dove localizzare il polo Dri per produrre il preridotto necessario ad alimentarli. Le parti si impegnano a convocare una nuova riunione del tavolo in data successiva al 15 settembre, termine ultimo per la presentazione di offerte vincolanti della nuova gara.

Il sindaco di Taranto risponde al Ministro in vista del 12 agosto, quando dovrebbe essere sottoscritto il nuovo accordo di programma La decarbonizzazione deve avvenire in 5 anni e l’accordo di programma dovrà illustrare in modo dettagliato modalità, tempi e strumenti da attivare per raggiungere questi obiettivi. Ancora una volta il sindaco di Taranto Piero Bitetti ribadisce la sua posizione al Governo, che non è un tirarsi indietro ma rispondere alle aspettative dell’elettorato e della città. Solo con questi presupposti può ripartire il dialogo col ministero dice Bitetti. Vogliamo “cambiare la storia di Taranto eliminando nel più breve tempo possibile le principali fonti inquinanti dello stabilimento siderurgico e creando, nel contempo, nuove opportunità di sviluppo”. Serve l’aiuto di tutti, per questo è stata chiesta una legge speciale per Taranto, per proteggere la salute dei cittadini che è un diritto costituzionale incomprimibile; tutelare l’ambiente, salvaguardare i posti di lavoro e prevedere, nel caso di possibili esuberi, alternative occupazionali credibili e cospicui investimenti in altri comparti produttivi. 

Per la definizione del documento con gli enti locali interessati Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, d’intesa con gli enti locali interessati,ha convocato un incontro finalizzato alla definizione dell’Accordo di programma interistituzionale per la piena decarbonizzazione dello stabilimento di Taranto. Il vertice si terrà in presenza a Roma martedì 12 agosto alle ore 11.30, presso la sede del Mimit. Parteciperanno i rappresentanti del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, del ministero della Salute e del ministero dell’Interno, unitamente a quelli della Regione Puglia, della Provincia di Taranto, dei Comuni di Taranto e di Statte,dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio – Porto di Taranto, oltre ai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e di Ilva in AS. 

Se il comune di Taranto dovesse ribadire il “no” alla nave rigassificatrice, la partita industriale potrebbe spostarsi in Calabria Se il comune di Taranto dovesse ribadire il “no” alla nave rigassificatrice nel porto per la decarbonizzazione dell’ex Ilva, la partita industriale potrebbe spostarsi in Calabria. Domani, infatti, il ministro Urso, farà un sopralluogo a Gioia Tauro che potrebbe ospitare il rigassificatore e avviare la produzione di preridotto. Secondo Urso, un’eventuale scelta su Gioia Tauro renderebbe l’area uno dei poli di produzione di acciaio più moderni e sostenibili d’Europa. Una soluzione che non piacerebbe ai sindacati perché si perderebbero migliaia di posti di lavoro a Taranto, solo con 3 forni elettrici.

Tutto rinviato al 12 agosto prossimo. Quasi certamente non sarà l’incontro decisivo Servizio di Annamaria Rosato

La prima riunione del comitato tecnico è chiamato a trovare la quadra sul nodo del gas e a valutare se è percorribile la proposta della Regione Puglia di arrivare all’accordo sul polo DRI senza nave rigassificatrice L’obiettivo del governo è arrivare alla “completa decarbonizzazione” con l’attivazione in tre fasi di tre forni elettrici, come ha spiegato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. La decisione finale è attesa per il 31 luglio, quando è previsto al Mimit l’incontro conclusivo per la definizione dell’accordo di programma inter-istituzionale per la piena decarbonizzazione dello stabilimento di Taranto. In attesa dell’intesa, lo ricordiamo, nei giorni scorsi è stata rilasciata la nuova aia, con 470 prescrizioni perché l’ex Ilva possa continuare a produrre acciaio a Taranto , approvata con il parere contrario degli enti territoriali. è comunque temporanea e verrà rivista a partire da agosto in base all’accordo di programma. A rendere ancora più calda la settimana che si apre, ci sono i tre giorni di assemblee dei lavoratori: il 22, 23 e 24 luglio, organizzati dai sindacati, rispetto alle questioni ambientali, occupazionali, sanitarie e industriali nell’ottica dell’avvio del processo di abbandono del fossile. Giovedì 24 è anche in programma al ministero del lavoro un nuovo incontro sulla cassa integrazione avanzata da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria per 4.050 dipendenti, di cui 3.500 nel sito di Taranto.

Tre giornate organizzate da Fim, Fiom e Uilm sulla questione industriale, occupazionale, sanitaria e ambientale  Tre giornate di assemblea con i lavoratori ex Ilva, dal 22 al 24 luglio, sono state organizzate dalle segreterie e rsu di Fim, Fiom e Uilm sulla questione industriale, occupazionale, sanitaria e ambientale di Taranto in vista dell’avvio del processo di decarbonizzazione. I sindacati spiegano che sarà costruita una piattaforma rivendicativa da presentare al presidente della Regione Emiliano, della Provincia Palmisano, ai sindaci dei Comuni di Taranto e di Statte, Bitetti e Spada, nel corso del Consiglio di fabbrica del 25 luglio, a partire dalle ore 8.30 all’interno dello stabilimento siderurgico. “È giunto il momento – spiegano i sindacati – di affrontare le questioni al fine di determinare noi, come territorio, le decisioni future e accelerare sul processo di decarbonizzazione degli impianti e sulla transizione ecologica salvaguardando al contempo i livelli occupazionali  dei lavoratori diretti, Ilva in As e degli appalti”. 

I 200 milioni previsti dall’ultimo decreto non bastano In attesa dell’incontro al Mimit per la discussione sull’accordo di programma, Fim, Fiom e Uilmrichiamano l’attenzione sulla necessità di garantire la continuità produttiva dello stabilimento ex Ilva di Taranto, condizione che ritengono imprescindibile per ogni progetto di riconversione ecologica.“Senza continuità produttiva non potrà esserci nessuna decarbonizzazione”, avvertono i sindacati, preoccupati per la situazione degli impianti: l’incidente all’Altoforno 1, la mancata ripartenza dell’Afo2, le criticità sull’Afo4 e l’assenza di un piano di manutenzione rischiano di compromettere definitivamente il sito. Fim, Fiom e Uilm chiedono al governo un impegno concreto con risorse adeguate: “I 200 milioni previsti dall’ultimo decreto non bastano – dicono -. Serve un piano finanziario per mettere in sicurezza gli impianti e garantire la ripresa della produzione”. I sindacati contestano anche l’esclusione dal confronto sull’Accordo di programma e chiedono chiarezza sulla cassa integrazione che coinvolge oltre 4mila lavoratori: “La trasformazione dello stabilimento deve partire da Taranto, non può basarsi solo su buone intenzioni. La decarbonizzazione si costruisce, non si improvvisa”. 

La Baku Steel Company potrebbe usare il gas proveniente dall’Azerbaijgian in chiave decarbonizzazione Servizio di Annamaria Rosato

Nel frattempo si presenta un altro problema: l’ormai prossima scadenza della concessione della banchina di Costa Morena ad Enel che ha chiesto due anni di rinnovo, in conflitto con il regolamento portuale Servizio: Pamela Spinelli Riprese e montaggio: Donato Colazzo

È ciò che emerso dal convegno nazionale di Legambiente “L’acciaio oltre il carbone” organizzato all’Istituto Pacinotti Servizio: Annamaria Rosato Intervista Stefano Ciafani presidente nazionale Legambiente

Per il percorso di conversione, che potrebbe essere portato a compimento tra 10-20 anni, sono stati investiti circa 2 miliardi di euro Servizio: Annamaria Rosato

L’on. Dario Iaia: “Sui fondi pnrr occorre sgomberare il campo dalle falsità” Intervista a: on. Dario Iaia, Fdi; Renato Perrini, consigliere FdI Servizio di Annamaria Rosato

Taranto: incontro su decarbonizzazione ex Ilva

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