
Taranto: cripta del Redentore, pioggia e incuria stanno danneggiando affreschi del XII secolo
La chiesa ipogea rupestre di epoca bizantina fa parte beni storici della città abbandonati al loro destino Basta un po’ di pioggia e all’ingresso della
La chiesa ipogea rupestre di epoca bizantina fa parte beni storici della città abbandonati al loro destino . Basta un po’ di pioggia e all’ingresso della cripta del Redentore di Taranto si creano le pozzanghere. Quando le precipitazioni sono più forti il sito si allaga, cascate di acqua csendono direttamente nella chiesa rupestre ipogea di epoca bizantina. Roccia e affreschi del XII secolo, di questo passo, potrebbero essere irrimediabilmente danneggiati, se non distrutti. (Qui il servizio per vedere in che condizioni è il sito) L’ipogeo fa parte del circuito di siti riaperti un anno fa, dopo alcuni interventi con fondi ex Ilva, come le tombe a camera di via Marche di cui il TgNorba ha denunciato la chiusura. Siti archeologici di altissimo pregio affidati a un accordo di partenariato tra Comune, Soprintendenza e cooperative che gestiscono i siti, Polisviluppo e Museion, vincitrici di un bando nel quale si prevedeva che le utenze, oggi staccate, e la manutenzione ordinaria fossero a spese dei gestori. Ma qui serve una manutenzione tutt’altro che ordinaria.

La chiesa ipogea rupestre di epoca bizantina fa parte beni storici della città abbandonati al loro destino Basta un po’ di pioggia e all’ingresso della