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Corte d’Appello Bari

La ministra commenta la decisione della Corte d’Appello: «I figli si fanno in due. C’è il rischio di aggirare la legge sull’utero in affitto». “È tipicamente una sentenza che molti definiscono ‘creativa’. Il punto è che, al di là del caso singolo, riconoscere tre genitori è qualcosa che incide sull’idea stessa di famiglia“. Lo ha detto Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, a “Ping Pong” su Rai Radio1 commentando la sentenza della Corte d’Appello di Bari che ha riconosciuto un bambino come figlio di una madre e di due padri. “La famiglia sembra che sia qualunque cosa uno voglia che sia, e così non è, perché ci sono elementi biologici, culturali e simbolici. I figli si fanno in due, c’è una mamma e un papà. Questo non scombina soltanto il diritto ma anche la base culturale della famiglia. Inoltre, se decisioni di questo tipo dovessero moltiplicarsi, si rischierebbe anche di aggirare la legge contro l’utero in affitto“, ha aggiunto Roccella.

A oltre dieci anni dal naufragio, si torna in aula: 31 vittime e 19 dispersi nel rogo del traghetto Dopo oltre dieci anni dai fatti, si è aperto davanti alla Corte d’Appello di Bari il processo per il naufragio del Norman Atlantic, il traghetto andato a fuoco nel Canale d’Otranto nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 2014. Il bilancio fu di 31 morti, 19 dispersi e 64 feriti su circa 500 passeggeri a bordo. Il processo di primo grado si era concluso con la condanna del comandante e di due membri dell’equipaggio, mentre per le altre posizioni – tra cui anche quella dell’armatore – erano state pronunciate assoluzioni. Le parti si sono costituite e l’udienza è stata aggiornata al prossimo 2 ottobre.

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