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CONSIGLIERE REGIONALE

L’incidente è avvenuto sulla provinciale che da Lecce conduce ad Arnesano . Di Matteo Bottazzo Il silenzio della notte spezzato dal rumore di uno schianto tremendo. Erano circa le 3:45 quando, lungo la strada provinciale 119 che da Lecce conduce ad Arnesano, si è consumata l’ennesima tragedia stradale. A perdere la vita è Antonio Basile, 21 anni, originario di Porto Cesareo, figlio di Dino Basile, consigliere regionale di Fratelli d’Italia. Il giovane era alla guida di un SUV, una Mercedes GLC, quando, per cause ancora al vaglio degli inquirenti, ha improvvisamente perso il controllo del mezzo. La corsa del veicolo è terminata violentemente contro il muro di cinta di una villa privata situata a bordo carreggiata. Un impatto devastante: l’auto ha sfondato la recinzione esterna, travolgendo e distruggendo completamente una piccola cappella votiva angolare posizionata sul perimetro della proprietà. Per il giovane Antonio non c’è stato nulla da fare: il decesso è avvenuto sul colpo. All’arrivo del personale sanitario del 118, i soccorsi si sono rivelati purtroppo inutili. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco per estrarre il corpo dalle lamiere e mettere in sicurezza l’area, oltre alle forze dell’ordine che hanno effettuato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente. Non risulterebbero altri mezzi coinvolti.La notizia ha scosso profondamente l’intera comunità salentina e il mondo della politica regionale.

Si tratta del consigliere regionale Massimiliano Di Cuia, di Taranto, che si ricandida per la prossima legislatura e dell’on. Vito De Palma, ginosino. Servizio di Annamaria Rosato

L’ex assessore si dimette anche da consigliere regionale dopo l’interrogatorio davanti al gip

È indagato nell’inchiesta su presunti illeciti che sarebbero stati commessi nell’erogazione di finanziamenti pubblici per favorire un gruppo di imprenditori locali in cambio di sostegno elettorale Alessandro Delli Noci si è dimesso da assessore e consigliere regionale. È indagato nell’inchiesta su presunti illeciti che sarebbero stati commessi nell’erogazione di finanziamenti pubblici per favorire un gruppo di imprenditori locali in cambio di sostegno elettorale. In totale sono undici le persone per le quali i pm Alessandro Prontera e Massimiliano Carducci hanno chiesto misure cautelari. Per Delli Noci e altri nove la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari; chiesto il carcere, invece, per l’imprenditore Alfredo Barone.

Bari, il processo il 4 marzo Il gup di Bari ha disposto il rinvio a giudizio per l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, in carcere dal 26 febbraio scorso con l’accusa di voto di scambio politico mafioso in relazione all’inchiesta Codice Interno. Il reato contestato dal procuratore capo Roberto Rossi è quello di rivelazione del segreto istruttorio: Olivieri avrebbe fornito ad un maresciallo della Guardia di Finanza il contatto di un giornalista di fiducia per far pubblicare notizie in merito ad alcune perquisizioni su una partita truccata nell’ambito del calcio dilettantistico di serie D. Il processo inizierà il prossimo 4 marzo.

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