
Tangenti, notificato avviso conclusione indagini per ex gip Trani
L’accusa è tentata concussione, in concorso con un commercialista Un avviso di conclusione delle indagini è stato notificato all’ex giudice tranese Michele Nardi e al
L’accusa è tentata concussione, in concorso con un commercialista Un avviso di conclusione delle indagini è stato notificato all’ex giudice tranese Michele Nardi e al commercialista Massimiliano Soave, indagati per tentata concussione in concorso. La notizia è riportata su alcune testate giornalistiche. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Bari. L’attività investigativa è iniziata dopo la denuncia presentata da un imprenditore di Barletta sulla presunta richiesta da parte di Nardi e di Soave di una tangente di 400mila euro (poi ridotta a 300mila), in seguito ad una maxi-cartella esattoriale emessa dopo un accertamento della Guardia di finanza all’uomo. Le indagini fanno riferimentoal periodo in cui Nardi era un giudice della Commissione tributaria provinciale di Bari. Nardi è già coinvolto nel processo ‘Giustizia svenduta’, insieme all’allora pm di Trani Antonio Savasta e ad altri imputati, su presunti illeciti per quello che fu definito il ‘Sistema Trani’. In primo grado Nardi, dal Tribunale di Lecce, era stato condannato a 16 anni e 9 mesi per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari. La condanna era stata poi annullata dalla Corte d’appello di Lecce, che accogliendo le eccezioni della difesa, aveva trasmesso gli atti alla Procura di Potenza, rilevando l’incompetenza territoriale della magistratura salentina. Nello scorso giugno il gup lucano si è dichiarato ‘incompetente’ ed ha affermato che “la competenza a decidere i fatti” era stata “correttamente individuata nel Tribunale di Lecce”, dove era stata incardinata l’azione penale e dove era stato disposto il rinvio a giudizio, rimettendo gli atti alla Cassazione, chiamata ora ad esprimersi sulla competenza territoriale dei Tribunali, tra Lecce e Potenza.
Notifica di fine indagine per 10, anche Jacobini e De Bustis Con le accuse di falso in bilancio per gli anni 2016, 2017 e 2018, ostacolo alla vigilanza della Consob e di Bankitalia, estorsione e lesioni personali ai danni di un manager e aggiotaggio bancario ai danni degli azionisti della banca, la Procura di Bari ha emesso avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti degli ex vertici della Banca popolare di Bari (BpB), commissariata dalla Banca d’Italia nel dicembre 2019. L’atto di chisura delle indagini, che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio, viene notificato a Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio, rispettivamente ex presidente ed ex vice dg della Bpb, a Vincenzo De Bustis Figarola, ex dg ed ex Ad della banca, Giorgio Papa, ex Ad, Roberto Pirola, ex presidente del collegio sindacale, e agli ex dirigenti Elia Circelli, Giuseppe Marella, Gregorio Monachino, Nicola Loperfido e Benedetto Maggi. L’ammontare delle false comunicazioni sociali è stimato in diverse centinaia di milioni di euro. Le accuse sono contenute in 23 capi d’imputazione nei quali gli indagati, a vario titolo, sono accusati, sia attraverso i falsi in bilancio sia nelle comunicazioni alla clientela, di aver minato la stabilità patrimoniale e la solvibilità della banca, di aver alterato la percezione della solidità bancaria, quindi la fiducia dei risparmiatori che avevano affidato alla Bpb i risparmi in gestione fiduciaria. I reati contestati fanno riferimento al periodo compreso tra il 2013 e il 2019.

L’accusa è tentata concussione, in concorso con un commercialista Un avviso di conclusione delle indagini è stato notificato all’ex giudice tranese Michele Nardi e al

Notifica di fine indagine per 10, anche Jacobini e De Bustis Con le accuse di falso in bilancio per gli anni 2016, 2017 e 2018,
