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Anche in appello è stato assolto l’imprenditore agricolo Luigi Terrone accusa di omicidio colposo. Confermata la prima sentenza che esclude ogni responsabilità nel decesso della donna affetta da una patologia cardiaca. Morì di fatica sotto il sole nei campi ma rimarrà senza giustizia Paola Clemente, la bracciante agricola di San Giorgio Jonico deceduta a 49 anni di infarto in un vigneto di Andria il 13 luglio del 2015.  Anche in appello è stato assolto l’imprenditore agricolo Luigi Terrone accusa di omicidio colposo. I giudici di secondo grado hanno confermato la prima sentenza escludendo ogni responsabilità nel decesso della donna affetta da una patologia cardiaca.  Opposta la tesi sostenuta dalla pubblica accuse e dai familiari di  Paola Clemente: la donna poteva essere salvata se fosse stata soccorsa tempestivamente e con le giuste procedure e se fossero state rispettate le visite mediche preventive previste dalle norme sul lavoro.

All’imprenditore Dino Clemente, partito dalla Puglia nel 1974, hanno anche dedicato la strada dove si trova uno dei suoi panifici Servizio di Guglielmina Logroscino. Riprese e montaggio di Orazio Corbacio. Intervista a Dino Clemente, imprenditore

La bracciante agricola morì in campagna il 13 luglio del 2015  Servizio di Giuseppe Capacchione; interviste a Giovanni Mininni, segr. generale Flai Cgil; Jorit, street artist;

Ricordato il sacrificio di Paola Clemente, la bracciante tarantina morta di fatica nei campi nel 2015 Servizio di Giuseppe Capacchione Intervista a Francesca Redavid, Segretaria Confederale Cgil Intervista a Antonio Gagliardi, Segretario Generale Flai Cgil Puglia Intervista a Gigia Bucci, Segretaria Generale Cgil Puglia

La strategia di Emiliano per riportarlo in maggioranza Servizio di Redazione Norbaonline,

Emiliano, “non la voto, è facilmente impugnabile” E’ stata ritirata dal centrodestra in Consiglio Regionale Pugliese la mozione di sfiducia nei confronti di Sergio Clemente (Azione) dall’Ufficio di presidenza. Il colpo di scena è arrivato dopo l’intervento del governatore Michele Emiliano, che ha annunciato che non avrebbe votato quella mozione perché“facilmente impugnabile” davanti al Tar. Era stato Emiliano nelle sedute scorse a chiedere al gruppo di Azione di porsi all’opposizione e a Clemente di dimettersi, dopo a questo gruppo. Dimissioni che, però, non sono arrivate. Il centrodestra ha presentato una mozione di sfiducia firmata da quasi tutti i consiglieri, 40 per la precisione. Durante la discussione è intervenuto Emiliano: “Ve lo dico chiaro – ha detto il governatore rivolgendosi al centrodestra – la mozione non ha al proprio interno una motivazione che indica i gravi motivi. Non siete capaci di individuarli? Io vi dico allora chiaramente che non voterò la mozione di decadenza se voi non indicate dei gravi motivi”. A quel punto il capogruppo di Forza Italia, Paride Mazzotta, ha annunciato il ritiro delle firme dei consiglieri di opposizione dalla mozione, che è stata quindi ritirata.

Si prospetta un muro contro muro sul caso Clemente alla Regione Puglia, la maggioranza decisa ad eleggersi un suo rappresentante nell’ufficio di presidenza Servizio di Francesco Iato

50 anni di Pane di Altamura negli Stati Uniti

All’imprenditore Dino Clemente, partito dalla Puglia nel 1974, hanno anche dedicato la strada dove si trova uno dei suoi panifici Servizio di Guglielmina Logroscino. Riprese

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