Skin Telenorba50
banca-popolare-di-puglia-e-basilicata-giugno

Tgnorba

Telenorba

bassi-home

cinque indagati

Hanno tra i 17 ed i 19 anni, sono finiti sotto inchiesta per la presunta violenza sessuale ai danni di una 19enne del trevigiano Giornalista: Pamela Spinelli

Il corpo potrebbe appartenere a Francesco Diviesti, il 26enne di Barletta scomparso il 25 aprile scorso Sono cinque le persone indagate per il presunto omicidio legato al cadavere carbonizzato ritrovatonella tarda mattinata di ieri in una grotta di campagna tra Canosa di Puglia e Minervino Murge, in contrada Femmina Morta. Il corpo, completamente distrutto dalle fiamme, potrebbe appartenere a Francesco Diviesti, il 26enne di Barletta scomparso il 25 aprile scorso, la cui identità non è ancorastata scientificamente accertata. La Direzione Distrettuale Antimafia di Bari ha notificato gli avvisi a cinque persone residenti nella Sesta provincia pugliese, tra cui una di origini straniere. Si tratta di un atto dovuto per consentire agli indagati di nominare eventuali periti di parte, che potranno partecipare all’autopsia, prevista venerdì. L’inchiesta, aperta con l’ipotesi di omicidio aggravato dal metodo mafioso,è condotta dalla Dda di Bari e affidata alla Squadra Mobile di Andria. 

Sequestrati due siti che si estendono su 22mila metri quadrati Due siti in uso a società esercitanti, nella provincia di Taranto, attività di estrazione materiali da cava e di recupero rifiuti, per una superficie di circa 22.000 metri quadrati di estensione, sono stati sequestrati dalla Guardia Costiera-Capitaneria di porto di Taranto. I militari hanno dato esecuzione a un provvedimento emesso dal giudice delle indagini preliminari su richiesta della Procura. Sono 5 gli indagati per diversi reati di natura ambientale legati ad una gestione illecita di rifiuti pericolosi e non (soprattutto edilizi), quantificabili in numerose tonnellate, che venivano recapitati dai siti di produzione ai siti di conferimento gestiti dalle ditte titolari delle due cave in assenza di documentazione attestante la tracciabilità delrifiuto. Secondo l’accusa, venivano smaltite illegalmente tonnellate di rifiuti inerti e pericolosi (materiale bituminoso, mattoni, cemento e anche eternit) derivanti da lavorazioni edili sprovviste di documentazione che ne consentisse la gestione o tracciabilità. Nell’ambito della stessa operazione, è stato sequestrato unautomezzo utilizzato da una ditta di Taranto, che benchè sospesa dall’Albo nazionale dei gestori ambientali, continuava a smaltire illecitamente i rifiuti negli stessi siti. Dalle indagini è emerso che spesso gli ingenti quantitativi di materiale edile venivano anche abbandonati sul suolo e nelle campagne della provincia, generando una potenziale contaminazione dei suoli. Le attività investigative hanno consentito, inoltre, di identificare un’ulteriore impresa edile che, avvalendosi della collaborazione della ditta di trasporto, smaltiva illecitamente i rifiuti prodotti in diversi cantieri aperti.

gilca-srl-giugno
deliziosa