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carabinieri Andria

Sono 12 falsi sinistri contestati. Il giro di affari stimato è pari a oltre 100mila euro. Incidenti stradali mai avvenuti. Per questo sono state disposte misure cautelari personali nei confronti di 6 persone, mentre altre 26 risultano deferite in stato di libertà. I destinatari del provvedimento sono due appartenenti all’Arma dei Carabinieri, due avvocati e due medici. Per cinque indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere; per uno dei medici sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il modus operandi scoperto dai carabinieri di Andria era il seguente: gli avvocati avrebbero curato le pratiche risarcitorie connesse ai falsi sinistri, mentre i medici fornivano certificazioni sanitarie per le richieste assicurative. I carabinieri coinvolti, invece, avrebbero fornito atti pubblici idonei ad attribuire attendibilità ai sinistri. Uno dei sanitari, sebbene in regime cautelare di arresti domiciliari, pur non potendo esercitare la propria professione, ha emesso 19 certificati medici falsi, senza aver mai visitato alcun paziente coinvolto nei finti sinistri stradali. Tra i 12 falsi incidenti stradali contestati, ce n’è uno del 30 gennaio 2023 a Canosa di Puglia: entrambi gli indagati italiani erano in Romania al momento del fatto, ma venivano visitati in quella data presso il pronto soccorso dell’ospedale di Cerignola. O un altro, il 16 ottobre 2023, a Canosa di Puglia, dove uno dei veicoli coinvolti con targa rumena non aveva mai lasciato il territorio nazionale estero. Il giro di affari stimato è pari a oltre 100mila euro.

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