
Ex Ilva: prosegue lo sciopero, rimossi i blocchi solo per il maltempo
Operai e sindacati si spostano all’interno dello stabilimento ex Ilva per il consiglio di fabbrica permanente nel quale stabilire come proseguire con l’azione sindacale Blocco

Operai e sindacati si spostano all’interno dello stabilimento ex Ilva per il consiglio di fabbrica permanente nel quale stabilire come proseguire con l’azione sindacale. Blocco delle statali rimosso a Taranto per allerta meteo. Operai e sindacati si spostano all’interno dello stabilimento ex Ilva per il consiglio di fabbrica permanente nel quale stabilire come proseguire con l’azione sindacale. Nessuna convocazione è arrivata intanto dal governo, nonostante le due giornate di mobilitazione e di disagi creati alla città. Il ministro Urso non incontrerà i sindacati ma per lui restano confermati gli appuntamenti gia in calendario con le regioni Piemonte Liguria e Puglia per ridefinire il piano di reindustrializzazione. Nelle scorse ore ha comunque dichiarato che non ci sarà nessuna chiusura. I metalmeccanici temono invece il disastro sociale. Chiedono il ritiro immediato del piano presentato a novembre, che prevede migliaia di nuovi cassintegrati. “Riteniamo inaccettabile – hanno detto – il silenzio del governo che ad oggi si è mostrato totalmente indifferente al grido di sofferenza di migliaia di lavoratori”. Da qui lo sciopero, al quale si erano affiancati per solidarietà anche i rappresentanti dei lavoratori della vicina raffineria. I dipendenti Eni avrebbero scioperato per 8 ore ma l’azione è stata ritirata, dopo lo scioglimento dei presidi sulle statali sulle quali il traffico veicolare è ripreso regolarmente, sia lungo la via Appia che costeggia l’ex Ilva, che sulla 106.
Domani mattina incontro tecnico tra gli autotrasportatori e i commissari sul nodo Tender road Servizio di Annamaria Rosato Intervista a Giacinto Fallone, Casartigiani
Monta la protesta degli autotrasportatori a causa dei ritardi nei pagamenti Servizio di Annamaria Rosato
Corteo e blocchi stradali lungo le principali arterie cittadine A Taranto si alza il livello della protesta dell’indotto. Da questa mattina la citta’ e’ completamente paralizzata. Le imprese che lavorano con l’ex Ilva invocano garanzie sul pagamento dei crediti maturati, circa 120 milioni di euro, temendo che possano svanire con il ricorso all’amministrazione straordinaria. Un corteo con auto e camion e’ partito dalla portineria c dello stabilimento, dove era in corso un presidio, dirigendosi verso il centro provocando diversi blocchi stradali e rallentamenti al traffico sulla statale 106 ionica e sulla statale Appia. A Taranto intanto e’ arrivato questa mattina il ministro Calderone che sta partecipando ad un incontro in video call con il collega Urso e i rappresentanti delle varie associazioni che rappresentano le imprese dell’indotto, prima tra tutte l’Aigi che raggruppa circa l’80 per cento delle ditte appaltatrici. L’Aigi chiede il pagamento tutte le fatture emesse fino al 31 dicembre del 2023 e la stesura di un piano industriale che garantisca la continuita’ produttiva.

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