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Completato il raddoppio della linea Taranto – Bari in ingresso a Bari Centrale e ha attivato il nuovo Apparato Centrale Computerizzato . La stazione centrale di Bari è tornata operativa dopo lo stop iniziato il 5 marzo con l’avvio dei lavori di potenziamento tecnologico e infrastrutturale. “Come da cronoprogramma, Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) ha completato il raddoppio della linea Taranto – Bari in ingresso a Bari Centrale e ha attivato il nuovo Apparato Centrale Computerizzato (ACC)” si legge in una nota, “sistema all’avanguardia per la gestione della circolazione ferroviaria in sicurezza che garantisce una maggiore regolarità dei treni all’interno del nodo di Bari. Contestualmente sono state apportate modifiche al piano del ferro della stazione per consentire l’interscambio tra i diversi gestori afferenti alla stazione.”  L’attivazione dell’ACC consente oggi di velocizzare alcuni itinerari di arrivo/partenza lato Foggia garantendo una maggiore affidabilità tecnologica e creando le condizioni per attivare la prossima interconnessione della stazione di Bari Centrale con la rete da e per l’Aeroporto di Bari. Il completamento del raddoppio della linea Bari – aumenta la capacità della linea e consente di incrementare l’offerta ferroviaria tra il capoluogo jonico e Bari.

Sarà in mostra fino al 24 dicembre. “Pensiero Binario” è l’installazione del Gruppo FS, in mostra dal 21 al 24 dicembre, davanti all’ingresso della stazione di Bari Centrale, dedicata a uno degli elementi fondamentali dell’infrastruttura ferroviaria: il binario. L’obiettivo è quello di rappresentare la missione del Gruppo FS impegnato a costruire il presente e il futuro della mobilità del Paese. L’opera, realizzata dai designer Giulio Iacchetti e Luca Madonini, approda in Puglia dopo le tappe di Rimini, Milano, Roma e Bologna. La narrazione si focalizza sulla trasformazione del Paese che il Gruppo FS ha avviato attraverso un piano di ammodernamento della rete ferroviaria e della flotta di treni senza precedenti. Attraverso filmati e dati che scorrono sugli schermi si possono vedere gli interventi in corso in Italia con una declinazione sulla nuova linea AV/AC Bari-Napoli e sulla tratta Termoli-Lesina, fondamentale per il completamento del raddoppio della linea Adriatica. Il racconto prosegue con la narrazione dei cantieri attivi nelle stazioni pugliesi, il rinnovo della flotta Regionale e l’utilizzo di energia rinnovabile per alimentare i viaggi in treno. «Il Gruppo FS da sempre si fa motore di sviluppo – spiega Giuseppe Inchingolo, Chief Corporate Affairs, Communication & Sustainability Officer del Gruppo FS -. Le opere strategiche rappresentano un futuro che si sta svolgendo già ora, nel nostro racconto quotidiano, il racconto di un Paese che si sta trasformando, grazie al nostro lavoro. È importante per noi ampliare la platea degli stakeholder, coinvolgendo sempre di più non solo le persone che vivono le nostre opere come viaggiatori e come cittadini, ma anche le persone che vengono qui, e che anche grazie a questa iniziativa possono rendersi conto di come il Gruppo FS sta trasformando il Paese».

Saranno anche quadruplicati i binari nel tratto tra Bari Centrale e la futura stazione delle ferrovie Sud Est in modo da aumentare la capacità della tratta passando da 10 a 20 treni all’ora Il Ministero dei Trasporti ha risposto ad una interrogazione parlamentare sulla realizzazione del nodo ferroviario di Bari. Il Ministero ha precisato che si tratta di un progetto strategico che migliorerà la mobilità e l’integrazione tra le diverse linee. Uno degli interventi principali riguarda lo spostamento della linea ferroviaria dal lato Monte nel tratto tra Bari centrale e Torre a Mare, saranno poi introdotte nuove fermate capaci di rendere il sistema ferroviario più capillare. Saranno inoltre quadruplicati i binari nel tratto tra Bari Centrale e la futura stazione delle ferrovie Sud Est in modo da aumentare la capacità della tratta passando da 10 a 20 treni all’ora. I lavori sono in corso e dovrebbero essere completati entro il 2028. Il progetto ha un costo di 459 milioni di euro.

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