
Ex Ilva: sarebbe saltata la trattativa con gli azeri di Baku
I motivi? Impianti malmessi e resistenze del territorio sulla realizzazione di un impianto al largo di Taranto Sarebbe saltata la trattativa con gli azeri di
I motivi? Impianti malmessi e resistenze del territorio sulla realizzazione di un impianto al largo di Taranto Sarebbe saltata la trattativa con gli azeri di Baku per la vendita dell’ Ilva. Sarebbero usciti di scena non solo perché gli impianti, in particolare l’altoforno 1 dopo l’incendio ed il sequestro, sono malmessi ma anche perché ci sarebbero resistenze da parte del territorio rispetto alla possibilità di realizzare un rigassificatore al largo di Taranto che servirebbe ad alimentare l’impianto siderurgico. Intanto l’indiano Jindal è sparito dopo che ha acquistato un impianto in Slovacchia e quindi non sarebbe più interessato. Ora il Governo starebbe bussando alla porta dei cinesi di Baosteel per evitare la chiusura definitiva dell’impianto.
Il via libera del dicastero giunge dopo il parere favore espresso dal Comitato di sorveglianza Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato i Commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in AS e di ILVA in AS ad avviare una negoziazione in via preferenziale con la cordata azera guidata da Baku Steel Company (BSC) e Azerbaijan Business Development Fund (ABDF). Lo riporta una nota del Mimit, in cui si precisa che il via libera del dicastero giunge in seguito alla richiesta pervenuta il 21 marzoscorso dalle due terne commissariali di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria e di Ilva in ase al parere favorevole espresso dal Comitato di Sorveglianza.

I motivi? Impianti malmessi e resistenze del territorio sulla realizzazione di un impianto al largo di Taranto Sarebbe saltata la trattativa con gli azeri di

Il via libera del dicastero giunge dopo il parere favore espresso dal Comitato di sorveglianza Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha