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Baku già nei giorni scorsi aveva manifestato il suo disimpegno dall’operazione È definitivamente tramontata la possibilità che Baku Steel Company, società siderurgica dell’Azerbaijan, partecipi al nuovo bando di gara per l’acquisizione degli asset industriali di Acciaierie d’Italia. Baku già nei giorni scorsi aveva manifestato il suo disimpegno dall’operazione ex Ilva. Ora ulteriore conferma la si ha dal fatto che la società statale Socar (State Oil Company of Azerbaijan), alleato di riferimento di Baku per l’ex Ilva, sta per chiudere con il gruppo Api l’acquisizione della rete di oltre 4.500 distributori di carburante in Italia. Api era infatti per gli azeri l’operazione alternativa all’ex Ilva di Taranto

Si prevede un rinvio contenuto elle offerte per l’acquisizione di Acciaierie d’Italia. Baku Steel si ritira E’ sempre piu’ difficile vendere l’ex Ilva. Sarebbe rinviata al 26 settembre la gara rispetto all’attuale scadenza del 15 settembre. Con l’uscita di scena degli azeri di Baku, c’e’ un calo di interesse degli investitori, aggravato dall’assenza di una strategia chiara, sostengono i sindacati. Resterebbero in corsa soltanto Jindal e Bedrock. Oggi la fabbrica versa in condizioni disastrose. L’altoforno 1 e’ danneggiato e sotto sequestro senza facolta’ d’uso per l’incidente del 7 maggio scorso, l’altoforno 2 e’ fermo e potrebbe essere riacceso l’anno prossimo e il 4 e’ l’unico in funzione ma ha delle criticita’. Il governo sta predisponendo una maxi garanzia pubblica tra 800 milioni e un miliardo per coprire i costi della transizione e agevolare l’ingresso dei privati. Ancora risorse dello Stato che rischiano di finire nelle tasche di fondi e multinazionali, dichiara l’Usb, invece di assumere il controllo degli asset produttivi e avviare un percorso di nazionalizzazione di Annamaria Rosato

Martedì la Puglia deve dire sì o no al rigassificatore. Se la risposta sarà sì, la prospettiva di Baku Steel a Taranto diventerà realtà. Se la risposta sarà no, il Governo ha già pronto il piano B La Puglia dovrà dare risposte certe e definitive al Governo. E dovrà farlo martedì prossimo, 8 luglio, nel vertice già convocato a Roma dal Ministro Urso. Perché Baku Steel dica definitivamente sì all’acquisto dell’ex Ilva occorre garantire l’arrivo a Taranto del gas azero, e per farlo in tempi stretti c’è una sola possibilità: una nave rigassificatore nel mar Ionio, non importa se nel porto di Taranto o nelle sue vicinanze, l’importante è che la nave ci sia e consenta di liquefare il gas necessario per la nuova alimentazione del siderurgico. Ma Taranto dice no.

Confronto aggiornato alla prossima settimana, tutte le questioni restano aperte Servizio di Stefania Rotolo riprese e montaggio di Massimo D’Olimpio

Offerta di un miliardo di euro e investimenti futuri per 4 miliardi Con una offerta di un miliardo di euro e investimenti futuri per 4 miliardi è Baku Steel Company ad aggiudicarsi, insieme alla holding azera, l’ex Ilva di Taranto e gli impianti collegati del gruppo Acciaieria d’ Italia. I commissari straordinari di Adi in As e di Ilva in As hanno trasmesso al Mimit una richiesta di autorizzazione per avviare una negoziazione in via preferenziale con il consorzio azero. Una decisione maturata dopo aver valutato la solidità finanziaria dei candidati, la sostenibilità industriale ed i benefici in termini di occupazione e per le comunità locali, scrivono in un una nota i commissari. Il processo di negoziazione, si legge nella nota, avverrà con la necessaria riservatezza. I nuovi padroni azeri puntano ad una Ilva 2.0 alimentata a gas, veicolato dal loro paese anche grazie ad una nave rigassificatrice. Lo stato italiano sarà della partita con il 10% di Invitalia, mentre un ruolo potrebbero averlo anche Cassa depositi e prestiti e Sace.

Si entra, quindi, in una nuova fase, nella quale potrebbe ancora accadere qualcosa. Lo stato, ad esempio, dovrà ufficializzare la propria partecipazione e quantificarla L’ex Ilva ha un acquirente ed è Baku Steel, il più grosso produttore di acciaio dell’Azerbajian. Com’era già trapelato nelle settimane scorse, è stata la proposta azera a convincere più delle altre i commissari, che alla fine hanno detto no anche al rilancio degli indiani Jindal. Ma la partita non è chiusa.

Venerdì l’annuncio del Governo, ma la trattativa continuerà

Gli azeri avrebbero chiesto il coinvolgimento di Cdp e Sace Situazione ex Ilva. Oggi è previsto l’incontro tra Governo e sindacati intanto i rappresentanti di Baku Steel – insieme a quelli di Azerbaijan Investment Company e Socar – sarebbero già a Roma per chiudere l’acquisto dell’ex Ilva. Sembra che gli azeri siano intenzionati ad una partecipazione di Invitalia e al coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti e Sace. La scelta sarà fatta entro il 14 marzo. In attesa di conoscere quale sarà, si complica il rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale, al momento in corso al ministero dell’Ambiente.  L’Istituto Superiore di Sanità, vagliando la valutazione di impatto sanitario (Vis) presentata da Acciaierie d’Italia per una produzione di 6 milioni di tonnellate di acciaio a Taranto, ha infatti detto che vi  è “Una valutazione di rischio sanitario connesso all’impianto produttivo inadeguato per sottostima”, che “gli scenari emissivi simulati per le sorgenti dello stabilimento siderurgico risultano incompleti poichè non includono alcuni inquinanti importanti per gli effetti sulla salute” e che “la valutazione dell’esposizione per via orale condotta dal gestore, risulta non conforme e inaccurata in quanto la potenziale contaminazione della catena alimentare, è stata limitata ad alcuni contaminanti e alimenti”. 

I commissari stanno valutando le offerte migliorate, con possibilità di avvio entro giugno dopo la trattativa sindacale

Gli azeri producono appena un quinto del siderurgico di Taranto, ma l’operazione interessa molto al governo dell’Azerbajian

Scadono oggi i termini per i rilanci dei tre gruppi industriali che puntano ad acquisire l’ex Ilva Servizio di Stefania Rotolo Montaggio di Massimo D’Olimpio

L’ex Ilva si sposta a Genova?

Martedì la Puglia deve dire sì o no al rigassificatore. Se la risposta sarà sì, la prospettiva di Baku Steel a Taranto diventerà realtà. Se

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