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Baku già nei giorni scorsi aveva manifestato il suo disimpegno dall’operazione È definitivamente tramontata la possibilità che Baku Steel Company, società siderurgica dell’Azerbaijan, partecipi al nuovo bando di gara per l’acquisizione degli asset industriali di Acciaierie d’Italia. Baku già nei giorni scorsi aveva manifestato il suo disimpegno dall’operazione ex Ilva. Ora ulteriore conferma la si ha dal fatto che la società statale Socar (State Oil Company of Azerbaijan), alleato di riferimento di Baku per l’ex Ilva, sta per chiudere con il gruppo Api l’acquisizione della rete di oltre 4.500 distributori di carburante in Italia. Api era infatti per gli azeri l’operazione alternativa all’ex Ilva di Taranto

I motivi? Impianti malmessi e resistenze del territorio sulla realizzazione di un impianto al largo di Taranto Sarebbe saltata la trattativa con gli azeri di Baku per la vendita dell’ Ilva. Sarebbero usciti di scena non solo perché gli impianti, in particolare l’altoforno 1 dopo l’incendio ed il sequestro, sono malmessi ma anche perché ci sarebbero resistenze da parte del territorio rispetto alla possibilità di realizzare un rigassificatore al largo di Taranto che servirebbe ad alimentare l’impianto siderurgico. Intanto l’indiano Jindal è sparito dopo che ha acquistato un impianto in Slovacchia e quindi non sarebbe più interessato. Ora il Governo starebbe bussando alla porta dei cinesi di Baosteel per evitare la chiusura definitiva dell’impianto.

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