
Ex Ilva, riavviato l’altoforno 2 dello stabilimento di Taranto
Era fermo dal 20 gennaio del 2024 All’ex Ilva è rientrato in funzione l’Altoforno 2. Era formo dal 20 gennaio del 2024. Ne da notizia

Era fermo dal 20 gennaio del 2024. All’ex Ilva è rientrato in funzione l’Altoforno 2. Era formo dal 20 gennaio del 2024. Ne da notizia Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria: “Il riavvio dell’impianto, che assicura il recupero di un asset produttivo strategico, si inserisce nelle azioni volte a garantire la continuità operativa e e occupazionale nella fase in corso”. Per mesi lo stabilimento ha marciato con il solo altoforno 4. Dal 7 maggio dello scorso anno, è sotto sequestro senza facoltà d’uso l’altoforno 1. Il provvedimento fu disposto dalla Procura di Taranto in seguito a un grave incendio causato dallo scoppio di una tubiera.
Rimarrà fermo per 48 ore per manutenzione Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, ha avviato le operazioni di fermata dell’altoforno 4, l’unico attualmente operativo nello stabilimento di Taranto, per sottoporlo a manutenzione. Da fonti sindacali si apprende che la fermata dell’impianto e’ stata accorciata come durata. Non saranno piu’ le 72 ore inizialmente previste ma 48. L’altoforno 4 restera’ infatti inattivo domani e mercoledi’ e riprendera’ poi giovedi’ la sua marcia regolare. Prima di questo stop, l’impianto stava producendo in media 4.500 tonnellate di ghisa al giorno. Nel frattempo Acciaierie d’Italia sta mandando avanti il piano relativo alla ripresa degli altri due attualmente fermi, cioe’ l’1 e il 2, bloccati per motivi diversi.
Rimarrà fermo per 48 ore per manutenzione Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, ha avviato le operazioni di fermata dell’altoforno 4, l’unico attualmente operativo nello stabilimento di Taranto, per sottoporlo a manutenzione. Da fonti sindacali si apprende che la fermata dell’impianto e’ stata accorciata come durata. Non saranno piu’ le 72 ore inizialmente previste ma 48. L’altoforno 4 restera’ infatti inattivo domani e mercoledi’ e riprendera’ poi giovedi’ la sua marcia regolare. Prima di questo stop, l’impianto stava producendo in media 4.500 tonnellate di ghisa al giorno. Nel frattempo Acciaierie d’Italia sta mandando avanti il piano relativo alla ripresa degli altri due attualmente fermi, cioe’ l’1 e il 2, bloccati per motivi diversi.
I sindacati chiedono la gestione diretta dello stabilimento da parte dello Stato Servizio di Annamaria Rosato Intervista Valerio D’Alo’ segretario Nazionale Fim Cisl Guglielmo Gambardella segretario nazionale UilmLoris Scarpa Fiom Cgil nazionaleIntervista Francesco Rizzo esecutivo nazionale Usb
L’associazione Veraleaks ha depositato una denuncia penale con video inediti su quanto accaduto lo scorso 7 maggio
Continua il botta e risposta dopo l’incendio che ha determinato la riduzione della produzione dell’Afo1 e il sequestro dell’impianto. Per la magistratura i tempi sono stati rispettati Servizio di Alessandra Martellotti
L’incendio si è verificato in concomitanza con la visita del ministro dell’ambiente Fratin, giunto a Taranto per discutere di strategie ambientali e di sicurezza energetica Un grosso incendio è in corso all’ex Ilva di Taranto, dove sarebbe esplosa una tubiera sul piano di colata dell’altoforno 1. Non ci sarebbero feriti tra i lavoratori. La tubiera è cruciale per il processo di produzione della ghisa, trasporta aria calda pre- riscaldata nel forno. Sul posto i vigili del fuoco che stanno procedendo con le operazioni di spegnimento. Un episodio grave che evidenzia ancora una volta le condizioni critiche degli altiforni e di molti altri impianti della fabbrica. L’altoforno 1 era stato riattivato dai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia a metà ottobre, ora ne resta attivo solo uno. L’incendio si è verificato in concomitanza con la visita del ministro dell’ambiente, Fratin, giunto a Taranto per discutere di strategie ambientali e di sicurezza energetica per il futuro di Taranto, punti fondamentali del programma elettorale del candidato sindaco del centrodestra, Luca Lazzaro Notizia in aggiornamento
Giornata di audizioni in Commissione Ambiente. La Regione Puglia ribadisce la sua contrarietà alla riaccensione Servizio di Francesco Iato
Quest’impianto va a carbone e ha 60 anni, è una vera beffa. Ci vogliono bonifiche e riconversione in elettrico Servizio di Alessandra Martellotti Intervista a Valentina Occhinegro, Giustizia per Taranto Intervista a Virginia Rondinelli, Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti intervista a Massimo Castellana, Genitori Tarantini
E’ il giorno della cerimonia per la ripartenza dell’Altoforno 1 dell’ex Ilva di Taranto. Clima teso in città. “Daspo” per il ministro Urso dal comitato Liberi e pensanti. Il pd consiglia di annullare la visita. Organizzate proteste davanti alle portinerie Di Alessandra Martellotti
L’impianto ripartirà martedi pomeriggio, da Roma arriverà il ministro Urso Un gruppo di associazioni ambientaliste, tra cui i Genitori Tarantini, ha manifestato questa mattina a Taranto contro la riaccensione dell’altoforno n.1, annunciata per martedi 16 ottobre alla presenza del ministro delle Imprese Adolfo Urso. Si tratta – hanno detto gli attivisti anti-Ilva – di un vecchio e pericoloso altoforno a carbone, che andrà ad affiancarsi a quello n.4, attualmente in funzione. Gli ambientalisti, che sono contrari anche alla presenza di una nave rigassificatrice nel porto di Taranto, si sono raccolti in viale Magna Grecia, tra via Emilia e Corso Italia, di fronte ad un manifesto ironico grande 6X3 intitolato “Bruci la città” e dedicato al consigliere comunale Massimo Battista, scomparso di recente per un tumore e tra i fondatori del Movimento Liberi e Pensanti. Chiedono di difendere la salute e la vita e hanno lanciato un appello a Urso: riaccendere l’altoforno 1 – hanno spiegato – innescherà una nuova bomba di elevato potenziale inquinante, i cui effetti ricadranno su centinaia di migliaia di essere umani, bambini, donne, uomini, minandone ulteriormente la salute. Lei sorriderà e stringerà mani di tante personalità, ma fino a che punto puo’ negare le evidenze medico-scientifiche?
In pochissimo tempo l’acciaieria è riuscita a riattivare il Convertitore 3, impianto che trasforma in acciaio la ghisa liquida che arriva dagli altiforni. Servizio di Annamaria Rosato
Diventano tre gli impianti in marcia a Taranto, dubbi dei sindacati su ripresa effettiva Intervista: Davide Sperti, Segretario Uilm Taranto

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