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altoforno 4

La denuncia è di Luciano Manna di Veraleaks. All’indomani della sentenza del Tribunale di Milano che boccia il via libera alla produzione dell’ex Ilva perché è a rischio la salute dei tarantini, nulla è cambiato. Questa mattina la città si è svegliata con una cappa nera di fumi scaricati dall’altoforno 4 che si fermerà per 60 giorni e mentre Afo 2 è partito solo pochi giorni fa. La denuncia è di Luciano Manna di Veraleaks che ha documentato con foto. La nube scura, visibile da diversi quartieri, riporta al centro dell’attenzione pubblica la questione delle emissioni e dei controlli durante le fasi di fermata degli impianti. 

Impianto fermo per 3 giorni per un intervento di manutenzione La vertenza ex Ilva. Aspettando l’incontro di martedì prossimo per la chiusura dell’accordo di programma per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale, arriva da Taranto la notizia della ripartenza dell’altoforno 4, l’unico dei tre attualmente operativo, fermo per 3 giorni per un intervento di manutenzione. Ripresa, dunque, la produzione della ghisa. Prima della fermata la produzione si attestava a circa 4.300-4.500 tonnellate al giorno, ma l’impianto non tornerà subito a regime, ci vorranno 2-3 giorni. Inoltre, si è concluso anche il ripristino del gasometro a servizio dell’acciaieria 2. Si ferma di nuovo l’acciaieria 1, che era stata riaccesa per sopperire alla mancanza dell’altro impianto.

Non ci sono feriti, era l’unico in funzione nello stabilimento, fermi da mesi gli altiforni 1 e 2 A distanza di pochi giorni dall’ultima fermata non programmata, questa mattina Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, l’ex Ilva, ha dovuto fermare di nuovo l’altoforno 4, attualmente l’unico in funzione nello stabilimento essendo fermi da mesi gli altiforni 1 e 2. Secondo fonti sindacali, oggi è scoppiata una tubiera porta vento, ma non ci sono altre conseguenze, nè feriti, all’infuori della fermata all’impianto. La parte interessata sono le tubiere e le ventole porta vento che movimentano l’aria necessaria all’altoforno per la produzione della ghisa. Le fonti aggiungono che l’altoforno resterà fermo almeno 24 ore. Nei giorni scorsi l’altoforno 4 era rimasto fermo per qualche giorno per uno strappo al nastro trasportatore che lo alimenta. La critica condizione degli altiforni e di molti altri impianti della fabbrica ha spinto i commissari dell’amministrazione straordinaria a mettere in cantiere per il 2024 – sarà avviato a giugno – un piano per la ripartenza che prevede 330 milioni di lavori tra ripristini e rifacimenti di cui 280 a Taranto. Tra i lavori quelli sull’altoforno 2 per rimetterlo in marcia da settembre prossimo. L’azienda fa sapere che la ripartenza è prevista nel terzo turno di lavoro, dalle 23.00 alle 07.00 puntualizzando che non c’è stato scoppio della tubiera, come dichiarato in un primo momento da fonti sindacali.

È il secondo caso in tre giorni. Si tratta di impianti in condizioni critiche, dicono i sindacati Questa mattina intorno alle 4.30 all’ex Ilva si è verificato un cedimento di un nastro trasportatore che ha costretto la fermata improvvisa dell’ altoforno 4, l’unico in marcia di Acciaierie d’Italia. Due giorni fa all’interno dello stabilimento ha preso fuoco un altro nastro trasportatore che dall’area del porto smista il fossile alle batterie coke. La Fim Cisl ha chiesto un incontro urgente all’azienda per conoscere le cause che hanno provocato il disservizio e le contromisure adottate. Si tratta di impianti in condizioni critiche, dicono i sindacati

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