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L’Ambasciata italiana in Kazakistan gli ha comunicato che potrà presto incontrare il bambino, rapito nel 2015 dalla madre. Dopo undici anni di battaglie giudiziarie, si apre uno spiraglio nella vicenda di Adelio Bocci, il bambino rapito nel 2015 e portato in Kazakistan dalla madre senza il consenso del padre. l’Ambasciata italiana in Kazakistan ha comunicato al padre che potrà presto recarsi nel Paese per incontrare il figlio, accompagnato da personale diplomatico. Qui l’intervista a Giovanni Bocci

‘Rapito dalla mamma 8 anni fa, chiedo incontro a Meloni’ E’ arrivato dalla Puglia a Roma, fino a pochi metri da Palazzo Chigi per chiedere alle istituzioni diintervenire per far tornare suo figlio in Italia. “Adelio mi è stato sottratto 8 anni fa, quando aveva solo due anni – racconta Giovanni Bocci – La madre lo ha portato in Kazakistan e da allora incontrarlo è quasi impossibile. Non lo incontro da tre anni e da sei mesi non lo vedo neanche attraverso le videochiamate. Nonostante tre mandati di cattura nei suoi confronti nessuno fa nulla”. Poi sottolinea: “Chiedo un intervento delle istituzioni. Non andrò via da qui fino a quando non sarò ricevuto dalla premier Giorgia Meloni”. Giovanni si trova nei pressi di largo Chigi controllato dalle forze dell’ordine. “Non mi consentono di mettere cartelli e striscioni – dice – ma da qui non mi muovo. Un mese fa abbiamo manifestato con l’associazioni Penelope e dalla segreteria di Mantovano mi avevano promesso che si sarebbero interessati della vicenda. Ma dopo un mese nessuna risposta. Chiedo al governo italiano solamente i diritti di un padre”. 

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