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8 marzo

. A Bari, anche la sanità l’8 marzo si è tinta del giallo delle mimose. Ma non solo. Negli ospedali Di Venere e San Paolo dell’ASL e all’Istituto Tumori Giovanni Paolo II, l’8 marzo è stato accompagnato da attività straordinarie di diagnosi e cura che si inseriscono sia nelle iniziative per la festa della donna sia nel piano regionale per l’abbattimento delle liste d’attesa. All’Istituto Tumori sono state programmate 20 Tac e 40 prestazioni tra mammografie, ecografie e visite senologiche, e alcuni interventi chirurgici di ginecologia. Alla giornata hanno preso parte anche associazioni impegnate in progetti di umanizzazione delle cure. Parallelamente, la ASL Bari ha proseguito nel weekend il programma straordinario di recupero delle prestazioni e per l’8 marzo ha previsto aperture straordinaria degli ambulatori negli ospedali San Paolo e Di Venere: 25 e 12 prime visite ginecologiche ed ecografie, tutte con priorità breve o urgente.

Saranno effettuati interventi chirurgici ginecologici programmati e prestazioni diagnostiche dedicate. Domenica 8 marzo l’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari sarà aperto per una giornata straordinaria dedicata alla salute delle donne nell’ambito del piano di abbattimento delle liste di attesa. Saranno effettuati interventi chirurgici ginecologici programmati e prestazioni diagnostiche dedicate: 20 pazienti saranno sottoposte a TAC e 40 a mammografie, ecografie e visite senologiche, grazie all’apertura straordinaria dei servizi e delle sale operatorie. “L’8 marzo apriamo l’Istituto con una giornata interamente dedicata alla salute delle donne, mettendo in campo interventi chirurgici e prestazioni diagnostiche aggiuntive per contribuire concretamente alla riduzione delle liste di attesa – afferma Alessandro Delle Donne, Commissario straordinario dell’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ –. Stiamo utilizzando le risorse messe a disposizione dalla Regione per aumentare la capacità ambulatoriale e chirurgica e garantire risposte più rapide alle pazienti che hanno bisogno di diagnosi e cure. Ringrazio tutto il personale sanitario e amministrativo dell’Istituto che sta lavorando con grande impegno per rendere possibile questo piano di attività straordinarie”. La giornata sarà arricchita anche dalla presenza di associazioni di pazienti, che promuoveranno iniziative dedicate all’umanizzazione delle cure, con momenti di incontro con le pazienti, attività di accoglienza e la distribuzione di piccoli gadget simbolici. “L’apertura straordinaria dell’8 marzo rappresenta quindi un ulteriore passo nel rafforzamento dei percorsi di presa in carico e nel miglioramento dell’accesso alle cure, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa e assicurare risposte tempestive ai pazienti” dicono dall’istituto.

E’ accaduto al “Crazy Bull” di Casamassima e protagoniste del misfatto sono dieci donne che hanno consumato cibo e bevande per 200 euro Si sono ritrovate la sera dell’8 marzo, nel pub, per festeggiare, in compagnia, la giornata internazionale della donna ma poi sono fuggite via senza pagare il conto, da 200 euro. Protagoniste del misfatto, dieci ragazze che sono state immortalate in una foto pubblicata, su Facebook, dal titolare del locale “Crazy Bull” di Casamassima.E’ stato lo stesso proprietario, con la denuncia social, ad esprimere tutta la sua amarezza per l’accaduto: “Ma come si può chiedere rispetto e sperare che la società cambi se calpestiamo per primi la nostra stessa dignità”?Il pub è popolato di telecamere e le immagini serviranno agli inquirenti, per identificare le dieci donne.“Mi piacerebbe credere che tutto ciò non sia avvenuto per dolo – ha tuonato il titolare del locale – In tal caso tutto verrebbe ricomposto dal giusto pagamento, prima che la vicenda possa imboccare la via giudiziaria”.

Crolla la produzione a causa dell’inverno bollente Se la metà dei pugliesi si indirizza sulle mimose, che al tempo della guerra non rinunciano acelebrare le donne, l’altra metà dei pugliesi che sceglie di acquistare fiori per la festa della donna si orienta su ranuncoli gialli, primule e rose gialle, perchè a causa del clima è crollata la produzione di mimose in Puglia. Quest’anno in Puglia la produzione della mimosa è stata fortemente condizionata da un inverno bollente – denuncia Coldiretti Puglia – con temperature elevate che hanno determinato la fioritura già’ nella prima metà di gennaio, con due mesi di anticipo rispetto al tradizionale appuntamento dell’8 marzo, e tagli dei raccolti del 30% in media, con punte fino all’80% in alcune zone della provincia di Lecce. Per la festa della donna 2023 i prezzi dei singoli ramoscelli variano dai 5 ai 10 euro, mentre per i mazzi più grandi e decorati o per le piantine si arriva anche oltre i 20 euro. Gli orientamenti di acquisto delle mimose, ma anche di altri fiori nonostante il momento di difficoltà economica, confermano la forzacelebrativa di una giornata che risale al 1908 quando un gruppo di operaie decise di scioperare per vedere riconosciuti i loro diritti, mentre è dal 1946 che in Italia le mimose sono state scelte come il simbolo dell’8 marzo grazie anche alla loro capacità di fiorire in anticipo rispetto alla primavera astronomica.

Riempie di fiori una parte abbandonata del centro storico, dedicandola alla festa delle donne: è l’iniziativa promossa ad Ischitella, nel Foggiano, da un operaio Servizio di Pietro Loffredo Intervista ad Antonio Caputo, operaio

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