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Pamela Spinelli

L’episodio si sarebbe consumato la scorsa notte a Marina di Mancaversa, frazione di Taviano Proseguono le indagini sul presunto stupro di gruppo avvenuto la notte tra mercoledì e giovedì scorsi a Mancaversa, marina di Taviano. A denunciare l’episodio una turista 22enne di Rimini, in vacanza con alcune amiche. Secondo la sua ricostruzione, lei e le sue amiche avrebbero conosciuto quattro ragazzi salentini durante una festa in un locale di Gallipoli. Dopo aver bevuto insieme qualche drink, il gruppo si sarebbe spostato nell’abitazione affittata dalle ragazze. Qui, la presunta vittima si sarebbe appartata con uno dei ragazzi, ma sarebbe stata poi raggiunta da altri due e abusata durante la notte. Un quarto giovane, pur non partecipando attivamente, secondo gli inquirenti non avrebbe fatto nulla per impedire la violenza. I quattro ragazzi, tutti tra i 22 e i 23 anni e residenti a Taurisano, Melissano e Taviano, sono indagati per violenza sessuale di gruppo. La vittima, sotto shock e con ricordi confusi, è stata visitata all’ospedale di Gallipoli, dove sono state riscontrate lesioni compatibili con un’aggressione sessuale ripetuta e violenta. Sono stati disposti accertamenti tossicologici e alcolemici sia sulla giovane che sui ragazzi: l’eventuale presenza di droghe potrebbe aggravare ulteriormente la posizione degli indagati. I loro cellulari sono stati sequestrati e saranno analizzati da un consulente informatico per verificare eventuali elementi utili all’inchiesta, come messaggi e chat.Gli indagati, che verranno ascoltati nei prossimi giorni, avrebbero già fornito una versione parziale dei fatti, sostenendo che il rapporto fosse consenziente. Nel frattempo, la ragazza ha deciso di rientrare anticipatamente a Rimini, profondamente provata dall’accaduto.

Almeno per adesso, il sogno del resort di lusso resta chiuso nel cassetto Un angolo di campagna e costa ancora intatto, destinato – almeno nei progetti – a ospitare un resort a cinque stelle con hotel, residence, bar sulla spiaggia e servizi di lusso. Ma il mega complesso turistico-alberghiero firmato Four Seasons è ancora fermo ai blocchi di partenza. Servizio di Pamela Spinelli Riprese e montaggio di Donato Colazzo

Il brigadiere è morto nella sparatoria ingaggiata con due rapinatori. Oggi era al suo ultimo giorno di lavoro Drammatica sparatoria questa mattina, intorno alle ore 7, nei pressi della zona industriale di Francavilla Fontana, lungo la strada in direzione Grottaglie. A perdere la vita è stato il brigadiere Carlo Legrottaglie, 60 anni, in servizio presso il Nucleo Radiomobile dei Carabinieri della compagnia di Francavilla. Il militare, originario di Ostuni, sposato, due figli. Oggi sarebbe stato l’ultimo giorno di lavoro di Legrottaglie: da domani sarebbe andato in licenza e poi, a luglio, in pensione. Secondo una prima ricostruzione, i militari sono intervenuti per una rapina in corso in un distributore di carburante. I responsabili, due uomini a bordo di una Lancia scura (risultata rubata a maggio a Locorotondo), si sono dati alla fuga, dando il via a un inseguimento da parte di una pattuglia. Poco dopo, la situazione è precipitata. Le due auto si sono speronate fino a quando si sono dovute fermare, dopo essersi toccate più volte, nella campagna circostante. Nel corso del tentativo di fermare i malviventi, si è verificato un violento conflitto a fuoco. Il brigadiere Legrottaglie è stato colpito mortalmente: secondo quanto si apprende sarebbe andato in pensione il mese prossimo. Uno dei rapinatori risulterebbe ferito: asecondo quanto si apprende sarebbero almeno tre. Il veicolo è stato abbandonato, i malviventi sono fuggiti a piedi. Legrottaglie ne ha inseguito uno che ha sparato contro il brigadiere alcuni colpi di pistola, uccidendolo. Sul posto c’è il pm di turno, Raffaele Casto. In corso le ricerche dei malviventi in tutta la zona e nelle province limitrofe. (notizia in aggiornamento)

La causa potrebbe essere una candela lasciata accesa nella camera da letto Forse una candela lasciata accesa nella camera da letto potrebbe essere stata la causa dell’incendio divampato poco prima dell’alba a Brindisi in un’abitazione in contrada Caputi nei pressi della chiesa di Jaddico. I vigili del fuoco intervenuti hanno soccorso e messo in salvo un uomo di 74 anni, poi affidato al personale del 118 per le cure del caso. Le sue condizioni non sono gravi. Sul posto gli agenti della Questura.

Inevitabili i disagi per i lavori in corso sulla nuova linea alta capacità Bari-Napoli Servizio di Pamela Spinelli Montaggio di Donato Colazzo

Secondo quanto emerso dagli esiti dell’autopsia, non sarebbero state le coltellate a causare la morte del 44enne, ma una sorta di crisi cardiorespiratoria legata a condizioni di salute già compromesse Colpo di scena nella vicenda che vedeva Angelo Argentina, 72 anni, accusato dell’omicidio del figlio Stefano, la cui morte avvenne il 13 marzo scorso. Secondo quanto emerso dagli esiti dell’autopsia, non sarebbero state le coltellate inferte durante il litigio tra padre e figlio a causare la morte del 44enne, ma una sorta di crisi cardiorespiratoria legata a condizioni di salute già compromesse. Il consulente nominato dalla Procura, il medico legale Domenico Urso, ha escluso un nesso diretto o anche solo concausale tra le ferite e il decesso dell’uomo, avvenuto lo scorso marzo all’ospedale Perrino di Brindisi, 24 ore dopo la lite avvenuta nelle campagne tra Francavilla Fontana e Villa Castelli. Una svolta che ha portato alla revoca della misura cautelare nei confronti dell’anziano padre. Il gip Vittorio Testi, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Alfredo Manca, ha disposto la liberazione di Angelo Argentina, che dopo la detenzione in carcere si trovava agli arresti domiciliari. Alla luce dei nuovi elementi, l’ipotesi di reato potrebbe essere rivista: non più omicidio volontario aggravato, ma il più lieve reato di lesioni personali. Padre e figlio avevano litigato davanti alla villetta di famiglia. Stefano, colpito all’addome con un coltello, era stato prima ricoverato al Camberlingo e poi trasferito al Perrino, dove è deceduto. 

Al via 85 imbarcazioni per la storica regata internazionale, tra vento debole e passione che non si ferma È partita a mezzogiorno la 39ª edizione della regata internazionale Brindisi–Corfù, nonostante condizioni meteo tutt’altro che favorevoli. Al via si sono presentate 85 imbarcazioni, pronte a percorrere le 104 miglia nautiche che separano la costa pugliese dall’isola greca. Il vento da sud-est, particolarmente debole, ha costretto gli organizzatori a spostare la linea di partenza fuori dal porto di Brindisi, per garantire un avvio regolare della competizione. Per ragioni di sicurezza, è stata inoltre chiusa al pubblico la diga di Punta Riso, tradizionale punto d’osservazione per gli appassionati. In gara numerosi team italiani e stranieri, con equipaggi misti composti da professionisti e amatori, pronti a contendersi il prestigioso traguardo sull’isola di Corfù. La regata si conferma uno degli appuntamenti velici più attesi del Mediterraneo, nonché un’importante occasione di promozione turistica e sportiva per il territorio.

La tragedia in territorio di Vernole. Feriti tre turisti Ennesima tragedia sulle strade del Salento. Gianluigi Ingrosso, 42 anni, ha perso la vita in un violento incidente avvenuto poco dopo le 19:30 di venerdì sera (7 giugno) lungo la provinciale che collega San Cataldo ad Acaya, in territorio di Vernole. La vittima era in sella a una moto che, per cause in fase di accertamento, si è scontrata con un’auto con a bordo tre turisti tedeschi, rimasti lievemente feriti. L’impatto è stato devastante: i sanitari del 118 hanno tentato invano di rianimare il motociclista ma le ferite riportate erano troppo gravi. La dinamica dell’incidente è ora al vaglio delle forze dell’ordine.

Tra 15 giorni, se tutto andrà bene, rientrerà al lavoro, nel reparto di Psichiatria Giornalista: Pamela Spinelli

I furti, compiuti tra gennaio e marzo, seguivano uno schema ricorrente: forzature, danni agli ingressi, cassetti svuotati e somme di denaro contante trafugate Dopo mesi di furti e tentativi di effrazione nel centro di Casarano, è stato arrestato l’uomo ritenuto responsabile di una lunga serie di episodi che avevano messo in allarme commercianti e residenti. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri al termine di un’articolata indagine condotta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Lecce. Il sospettato, già sottoposto a misura di sicurezza e affidato a una comunità terapeutica del territorio, si sarebbe allontanato più volte nottetempo dalla struttura per colpire attività commerciali, bar, ristoranti e persino automobili parcheggiate. I furti, compiuti tra gennaio e marzo, seguivano uno schema ricorrente: forzature, danni agli ingressi, cassetti svuotati e somme di denaro contante trafugate. In alcuni casi, i tentativi non andavano a segno ma causavano comunque danni materiali. Determinanti per la svolta investigativa le segnalazioni dei cittadini e l’acquisizione di immagini di videosorveglianza, che hanno permesso ai militari di raccogliere elementi utili per ricostruire il quadro accusatorio. L’uomo è ora agli arresti domiciliari presso la stessa struttura dove già risiedeva, ma con sorveglianza rafforzata.

Obiettivo costruire un programma d’azione per contrastare la malnutrizione in tutte le sue forme Intervista: Fabiano Amati (Assessore reg,le al Bilancio) dr. Felice Ungaro (coordinatore del progetto Identità)Giornalista: Pamela Spinelli

Cumuli di spazzatura invadono le strade, la raccolta differenziata è scesa sotto il 45%, Tari a rischio aumento Giornalista: Pamela Spinelli

La vittima lavora nel reparto di Psichiatria al Perrino di Brindisi, ha riportato ferite che hanno reso necessario l’intervento dei colleghi e dei servizi di sicurezza Un nuovo grave episodio di violenza si è verificato all’interno dell’Ospedale “Perrino” di Brindisi. Un infermiere in servizio presso l’Unità Operativa Complessa di Psichiatria è stato aggredito da un paziente durante il turno di lavoro, riportando ferite che hanno reso necessario l’intervento dei colleghi e dei servizi di sicurezza. L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Brindisi ha immediatamente espresso la propria solidarietà al collega aggredito e ha deciso di costituirsi parte civile, manifestando così un forte segnale di contrasto a ogni forma di violenza contro gli operatori sanitari. Oltre alla denuncia, l’Opi segnala gravi carenze strutturali e organizzative nel reparto di Psichiatria che compromettono la sicurezza sia degli operatori sia dei pazienti. Le condizioni ambientali, secondo l’Ordine, non permettono un’assistenza adeguata e mettono a rischio l’incolumità fisica e psicologica del personale.

L’episodio risale alla notte del 28 marzo scorso, davanti a numerosi testimoni. Il giovane è accusato di tentato omicidio Un 25enne è stato arrestato dalla Polizia di Stato di Ostuni con l’accusa di tentato omicidio. Il grave episodio risale alla notte del 28 marzo scorso, quando, all’interno di un locale pubblico della città e davanti a numerosi testimoni, un uomo armato di coltello colpì al volto un altro cliente, ferendolo profondamente alla guancia e all’orecchio. L’inseguimento continuò anche in strada, ma fu fermato da una donna. Nonostante l’assenza di denunce, gli agenti del Commissariato di Ostuni hanno avviato le indagini d’ufficio, acquisendo e analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza del locale. Le immagini hanno consentito di ricostruire la dinamica e identificare il presunto aggressore. La vittima, ascoltata dagli investigatori, non ha voluto rivelare né il movente né il nome dell’autore, ma gli elementi raccolti hanno fatto scattare le manette. Il 25enne si trova ora nella Casa Circondariale di Brindisi, le indagini proseguono per chiarire eventuali retroscena.

Riconoscimento a 170 studenti per i risultati raggiunti nelle competizioni scientifiche nazionali e internazionali Servizio di Pamela Spinelli Riprese di Francesco Afrune Intervista a Stefano Minerva, presidente della Provincia di Lecce

87 le barche iscritte alla 39esima edizione della prestigiosa regata velica Servizio di Pamela Spinelli

Operazione della Guardia di Finanza nella zona industriale di Fasano La Guardia di Finanza ha arrestato in flagranza di reato una coppia di coniugi, accusata di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I due viaggiavano a bordo della propria auto nei pressi della zona industriale nord di Fasano quando sono stati fermati per un controllo di routine da una pattuglia impegnata nel servizio di controllo economico del territorio. Fin da subito, la coppia ha mostrato un atteggiamento nervoso e poco collaborativo, inducendo i militari ad approfondire le verifiche. All’interno del veicolo sono state rinvenute due buste contenenti oltre 8 chilogrammi di marijuana, suddivisa in sacchetti plastificati del peso variabile tra i 100 grammi e 1 chilogrammo. Secondo le stime degli investigatori, la sostanza avrebbe potuto fruttare più di 60.000 euro sul mercato illecito. I coniugi sono stati arrestati in flagranza di reato: uno dei due è stato tradotto in carcere, mentre l’altro è stato posto agli arresti domiciliari.

Traffico bloccato, in direzione Nord, all’altezza di Fasano Incidente stradale intorno alle 13.45 di oggi lungo la strada statale 16 in direzione Bari, all’altezza di Fasano. Secondo una prima ricostruzione, il conducente di un’autocisterna ha perso il controllo del mezzo pesante, finendo per travolgere la segnaletica che indicava un cantiere stradale e terminando la corsa di traverso sulla carreggiata, bloccandola completamente. Coinvolto anche un mezzo dell’impresa impegnata nei lavori di manutenzione. Nell’impatto è rimasto ferito un operaio del cantiere, fortunatamente in maniera non grave. L’uomo è stato soccorso dal personale del 118 e trasportato all’ospedale Perrino di Brindisi per accertamenti. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e la Polizia Locale di Fasano per i rilievi del caso e per gestire la viabilità. Il traffico in direzione Bari ha creato disagi alla circolazione.

Inaugurato nel Parco Augelluzzi uno spazio fitness all’aperto per anziani promosso da Regione Puglia, ASL Brindisi e Comune Intervistati: Giovanni Allegrini (sindaco di San Michele Salentino), Dr. Stefano Termite (direttore Dipartimento di Prevenzione Asl Brindisi)

Dopo 30 anni di attese e promesse mancate, siglato l’accordo che rilancerà l’area industriale con opere pubbliche e infrastrutture moderne

La Provincia di Lecce premia i suoi talenti

Riconoscimento a 170 studenti per i risultati raggiunti nelle competizioni scientifiche nazionali e internazionali Servizio di Pamela Spinelli Riprese di Francesco Afrune Intervista a Stefano

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