
Mare agitato, tre persone salvate dai bagnini a Porto Cesareo
Il primo salvataggio ha riguardato un ragazzo di 18 anni trascinato dalle forti correnti, poi una giovane coppia di Copertino Domenica mattina movimentata sulla spiaggia

Il primo salvataggio ha riguardato un ragazzo di 18 anni trascinato dalle forti correnti, poi una giovane coppia di Copertino Domenica mattina movimentata sulla spiaggia libera accanto allo stabilimento balneare Orange and Sun a Porto Cesareo, dove il mare agitato ha creato non pochi problemi. Nel giro di un’ora, i bagnini dello stabilimento sono intervenuti per salvare tre persone in difficoltà. Il primo salvataggio ha riguardato un ragazzo di 18 anni, originario di Ascoli Satriano, in provincia di Foggia. Il giovane si era allontanato circa 200 metri dalla riva e, a causa delle forti correnti, non riusciva più a tornare indietro. Circa mezz’ora dopo, una giovane coppia di Copertino si è trovata nella stessa situazione. Anche loro erano stati trascinati al largo e non riuscivano a rientrare. Provvidenziale l’intervento dei bagnini, che sono riusciti a riportarli a riva in sicurezza.
È accaduto a Specchia, nel leccese. Ad avere la peggio una donna di 70 anni, finita in ospedale Lite furiosa tra vicini per il cane che abbaia. È accaduto sabato sera a Specchia, nel leccese. I vicini si erano lamentati del disturbo causato dai latrati che impedivano loro di riposare. Dopo il confronto, apparentemente terminato senza conseguenze, il proprietario del cane è tornato dai vicini e ha aggredito un uomo, sua moglie e la suocera, una donna di 70 anni che ha avuto la peggio. Quest’ultima è stata trasportata in ospedale per accertamenti ma anche l’aggressore ha riportato ferite. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che stanno ora vagliando la posizione di tutte le persone coinvolte anche per la presenza di un coltello che sarebbe spuntato durante l’aggressione
Revocato anche il braccialetto elettronico per l’imprenditore Marino Congedo che resta comunque ai domiciliari. Confermata invece la detenzione in carcere per l’imprenditore Alfredo Barone Il Tribunale del Riesame ha annullato la misura cautelare per Maurizio Laforgia, presunto lobbista coinvolto nella maxi inchiesta su favori elettorali e assunzioni in cambio di agevolazioni per progetti edilizi. Revocato anche il braccialetto elettronico per l’imprenditore Marino Congedo che resta comunque ai domiciliari. Confermata invece la detenzione in carcere per l’imprenditore Alfredo Barone. Si tratta dell’inchiesta che vede coinvolto anche l’ex assessore regionale allo Sviluppo Economico Alessandro Delli Noci, per cui erano stati chiesti i domiciliari.Nel corso dell’udienza di martedì scorso, i Pm Alessandro Prontera e Massimiliano Carducci hanno aggravato uno dei capi d’accusa, trasformando l’ipotesi di corruzione per l’esercizio delle funzioni in corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, in riferimento al progetto per un hotel di lusso nell’ex Convento delle Stimmatine, a Lecce.
“Palese tentativo di intimidire me e creare un clima di paura” Ancora una lettera intimidatoria, questa volta indirizzata alla moglie, è stata recapitata nei giorni scorsi presso l’abitazione del deputato leccese del Partito Democratico, Claudio Stefanazzi. Si tratta dell’ennesimo episodio in un’escalation di minacce e diffamazioni che, secondo lo stesso parlamentare, mirano a colpire lui e a creare un clima di paura nella sua famiglia. “È ormai evidente – scrive il deputato in una nota – il tentativo di intimidirmi anche attraverso episodi inquietanti, con l’unico obiettivo di generare tensione e insicurezza nella mia sfera privata”. Stefanazzi ha già sporto formale denuncia alle autorità competenti. “Mi sento sereno, pur nella rabbia, e sempre più determinato ad andare avanti senza riserve. So di poter contare sulla vicinanza delle istituzioni”, ha concluso il parlamentare. Indagini della Digos sono in corso per risalire ai responsabili delle intimidazioni.
Raccoglierle non conviene più. Il prezzo è crollato a 9 o 10 centesimi al chilo, ben al di sotto dei costi di produzione Intervista: Antonio Febbraro (Pres. Coldiretti Brindisi)Giornalista: Pamela Spinelli
Sarebbe casuto dal tetto di un edificio in cui erano in corso lavori di ristrutturazione Un bambino di sei mesi, la madre e almeno altre quattro persone sono state colpite da catramebollente fuoriuscito da un secchio che è caduto dal terrazzo di un palazzo in cui sono in corso dei lavori. E’ accaduto in pieno centro a Brindisi, in corso Umberto I. I feriti sono trasferiti in ospedale con diverse ustioni. Il piccolo era nel passeggino, quando improvvisamente il secchio è caduto, colpendo lui e le altre persone che in quel momento stavano passando sotto il palazzo. Sul posto il personale sanitario del 118, gli agenti della polizia locale e della sezione volanti, e i vigili del fuoco. Gli agenti della polizia locale hanno avviato le indagini per ricostruire l’accaduto verificare il rispetto delle norme di sicurezza nel cantiere.
Il bambino potrebbe aver tentato una gara di resistenza sott’acqua finita male Servizio Pamela Spinelli
Il commando composto da almeno quattro persone è arrivato sul posto a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta bianca, risultata rubata a Porto Cesareo nelle ore precedenti Due forti esplosioni sabato sera intorno alle 21,30 a Leverano. Un gruppo di almeno quattro persone ha preso di mira l’ufficio postale centrale, nei pressi della villa comunale, cercando di forzare gli sportelli bancomat con ordigni esplosivi. Il colpo, però, è fallito: i malviventi sono fuggiti a mani vuote.Il commando è arrivato sul posto a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta bianca, rubata a Porto Cesareo nelle ore precedenti. Dopo l’esplosione e il tentativo andato a vuoto, l’auto è stata ritrovata incendiata nelle campagne tra Leverano e la zona di Masseria Zanzara. I Carabinieri sono intervenuti in pochi minuti, mettendo in sicurezza l’area e avviando le indagini. Acquisite le immagini delle videocamere di sorveglianza. Nessun ferito, ma danni ingenti alla struttura. L’azione lascia ipotizzare un gruppo ben organizzato e con precedenti esperienze simili. La notte tra venerdì e sabato altri due colpi, anch’essi andati a vuoto, si sono verificati in Salento: il primo a San Pietro in Lama, dove tre persone con il volto coperto, arrivate a bordo di un’auto di grossa cilindrata, hanno tentato di far esplodere lo sportello della banca Monte dei Paschi di Siena: l’attivazione dei sistemi di allarme le ha messe in fuga. Poco dopo, la stessa banda ha tentato di far esplodere il bancomat dello stesso istituto di credito a Surbo, non riuscendo neanche questa volta nell’intento, sempre grazie ai sistemi di allarme.
Fiamme spente dai Vigili del fuoco, dopo alcune ore Un incendio è divampato in un locale adibito a deposito di attrezzi e mezzi agricoli nella periferia di Mesagne, in provincia di Brindisi. Le fiamme sarebbero partite da alcune sterpaglie presenti nell’area adiacente, propagandosi rapidamente fino a coinvolgere anche il piazzale antistante. Ingenti i danni: distrutti un’auto e diversi motocicli parcheggiati all’esterno. Fortunatamente, non si registrano feriti. Sul posto sono intervenuti dieci vigili del fuoco di Brindisi, supportati da tre autobotti, che hanno lavorato per ore per domare il rogo e mettere in sicurezza l’area. Nell’abitazione situata a poche decine di metri non era presente nessuno al momento dell’incendio.
Anche quella del vicesindaco Giuseppe Tanzarella Servizio di Pamela Spinelli; intervista a Angelo Pomes, sindaco di Ostuni;
Accordo in Prefettura: il Comune salda l’arretrato, stipendi ai lavoratori entro lunedì Scongiurato lo stop alla raccolta dei rifiuti a Brindisi, minacciato dagli operatori ecologici a causa del mancato pagamento degli stipendi. Questa mattina, in Prefettura, si è tenuto un incontro tra il prefetto Luigi Carnevale, il sindaco Giuseppe Marchionna, gli assessori Livia Antonucci e Daniela Maglie, le sigle sindacali e i vertici di AVR per l’Ambiente. Il Comune si è impegnato a saldare entro oggi il canone arretrato all’azienda, che a sua volta effettuerà i bonifici ai lavoratori entro lunedì. L’intesa chiude la vertenza relativa al periodo di servizio precedente al passaggio di consegne a Teknoservice e garantisce la continuità del servizio.
A Nardò oltre 300 lavoratori stagionali, ma i posti letto sono esauriti da settimane. Chi resta fuori dorme su cartoni e marciapiedi
L’incidente è avvenuto a Tuturano, frazione di Brindisi Paura a Tuturano, frazione di Brindisi, per un incidente che ha coinvolto un disabile su una carrozzina elettrica. L’uomo è stato tamponato da una vettura che percorreva via Stazione. Nell’urto, la carrozzina si è piegata su un lato, facendo cadere il disabile. L’automobilista ha prestato soccorso in attesa dell’ambulanza. Il disabile è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Perrino di Brindisi. Le sue condizioni non sarebbero gravi. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli agenti della polizia locale di Brindisi, che hanno eseguito i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Una banda ha fatto irruzione forzando la porta d’ingresso e mandando in frantumi le vetrine espositive. Rubati gioielli Furto ben organizzato la scorsa notte, attorno alle 2, ai danni del laboratorio orafo “Gold Creazioni”, in via Roma a Parabita. Una banda composta, con ogni probabilità, da tre individui a bordo di un’auto di grossa cilindrata ha fatto irruzione forzando la porta d’ingresso e mandando in frantumi le vetrine espositive. I ladri, armati verosimilmente di una mazza ferrata, hanno portato via gioielli di vario tipo, il cui valore è ancora in fase di quantificazione. Non è stata toccata la cassaforte, custodita nel retro del laboratorio, segno che l’azione potrebbe essere stata molto rapida, forse per evitare l’arrivo delle forze dell’ordine. A far scattare l’allarme è stata una vicina di casa, svegliata dai rumori, che ha immediatamente avvisato il proprietario dell’attività. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini, visionando le immagini di videosorveglianza e raccogliendo elementi utili per risalire ai responsabili.
La pm pur riconoscendo errori e criticità nell’inchiesta, ha ritenuto impossibile accertare con certezza la causa della morte e sostenere l’ipotesi dell’omicidio Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Tea Verderosa, ha disposto l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Ivan Ciullo, il dj salentino di 34 anni trovato impiccato a un ulivo il 22 giugno 2015 nelle campagne di Acquarica del Capo. È la quarta archiviazione in un’indagine lunga e travagliata, segnata da numerosi passaggi di consegne tra magistrati e da lacune investigative mai colmate del tutto. La richiesta di archiviazione era stata avanzata dalla pm Donatina Buffelli, che pur riconoscendo errori e criticità nell’inchiesta, ha ritenuto impossibile accertare con certezza la causa della morte e sostenere quindi in giudizio l’ipotesi dell’omicidio. Una posizione che non convince i genitori di Ivan, decisi a non arrendersi: hanno annunciato ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
L’incidente sul lavoro è avvenuto a Lecce, il 24enne versa in condizioni gravi ma non sarebbe in pericolo di vita Un operaio 24enne è rimasto gravemente ferito mentre lavorava in un azienda a Lecce, in viale Portogallo. Il ragazzo sarebbe stato travolto da una trave in ferro caduta da un’altezza di quasi quattro metri. L’impatto è stato fortissimo e il giovane ha perso conoscenza.Sul posto sono arrivati immediatamente i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure e lo hanno trasportato in codice rosso al “Fazzi” di Lecce. Ora si trova nel reparto di rianimazione: le sue condizioni sono critiche, ma non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto anche gli ispettori dello Spesal per i rielivi. Le indagini sono affidate alla polizia di stato.
Gli operatori ecologici lanciano un ultimatum: “Se entro venerdì non riceviamo quanto ci spetta, da sabato prossimo ci fermiamo” Servizio di Pamela Spinelli
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione stabilendo che la semplice frequentazione con persone con precedenti penali o pregiudicati non è sufficiente per dichiarare incandidabili i due amministratori L’ex sindaco di Carovigno Massimo Lanzillotti e l’ex presidente del consiglio comunale Franco Leoci non incandidabili. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione rigettato il ricorso presentato dal Ministero dell’Interno che, a sua volta, aveva impugnato la decisione della corte di Appello di Lecce. La Corte Suprema ha stabilito che la semplice frequentazione con persone con precedenti penali o pregiudicati non è sufficiente per dichiarare incandidabili i due amministratori, sottolineando l’importanza di prove concrete e circostanziate di condizionamenti mafiosi. Il Comune di Carovigno era stato sciolto nel 2019 a causa di indagini su presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione amministrativa. Tuttavia, le accuse non sono mai state confermate in sede penale. Negli anni precedenti, l’amministrazione comunale aveva affrontato un clima di tensione e sospetti, culminato con lo scioglimento del Consiglio comunale. Lanzilotti e Leoci erano stati assolti dall’accusa di associazione mafiosa, un elemento che ha pesato nella valutazione dei tribunali. Il ricorso è stato ritenuto valido anche dopo l’elezione di Lanzilotti alle amministrative del 2023, a tutela della trasparenza amministrativa.
L’incidente è avvenuto nei pressi di Lido Marini, località balneare del basso Salento Un turista campano di 47 anni è stato investito da un’auto, nel pomeriggio di oggi, mentre percorreva in bicicletta una strada nei pressi di Lido Marini, località balneare del basso Salento. L’uomo era in compagnia di un amico, anch’egli in sella a una bici, che però non ha riportato ferite nell’incidente. L’automobilista si è immediatamente fermato a prestare soccorso e ha allertato il 118. Il ferito è stato trasportato in codice rosso all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Le sue condizioni sono gravi, ma secondo quanto riferito dai sanitari non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti I carabinieri per ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Accolta la richiesta dal giudice a una settimana dall’arresto in carcere dell’ex vicesindaco del comune salentino Cosimo Piccione, ex vicesindaco di Sannicola, torna a casa dopo una settimana trascorsa in carcere. Il gip Laura Fedele ha accolto la richiesta di attenuazione della misura cautelare, disponendo per lui gli arresti domiciliari. Piccione era finito in cella nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di Finanza di Gallipoli su una presunta associazione per delinquere finalizzata a commettere reati contro la pubblica amministrazione. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Piccione si è avvalso della facoltà di non rispondere, lasciando intatto il quadro indiziario a suo carico. Il giudice ha evidenziato la permanenza delle esigenze cautelari, legate soprattutto ai rapporti con gli altri indagati, alcuni ancora a piede libero. Tuttavia, la sua incensuratezza e le dimissioni da tutte le cariche politiche ricoperte nel Comune di Sannicola (consigliere, assessore e vicesindaco) hanno portato il giudice a ritenere attenuate tali esigenze, disponendo così la misura meno afflittiva dei domiciliari. Nel frattempo, cambia anche la posizione di Cosimo Leo, 67 anni, altro indagato nell’inchiesta. Per lui il gip ha revocato gli arresti domiciliari, sostituendoli con l’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria.

Il primo salvataggio ha riguardato un ragazzo di 18 anni trascinato dalle forti correnti, poi una giovane coppia di Copertino Domenica mattina movimentata sulla spiaggia

È accaduto a Specchia, nel leccese. Ad avere la peggio una donna di 70 anni, finita in ospedale Lite furiosa tra vicini per il cane

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A Nardò oltre 300 lavoratori stagionali, ma i posti letto sono esauriti da settimane. Chi resta fuori dorme su cartoni e marciapiedi

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Accolta la richiesta dal giudice a una settimana dall’arresto in carcere dell’ex vicesindaco del comune salentino Cosimo Piccione, ex vicesindaco di Sannicola, torna a casa