Lo spettacolo di luci e droni ha chiuso la cerimonia di apertura di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, tracciando nel cielo sopra i Sassi e la Murgia una mappa luminosa del Mediterraneo, tra culture, identità e connessioni
Una giornata costruita come un racconto collettivo, per spiegare il senso del progetto: trasformare Matera in un laboratorio permanente di dialogo tra popoli e culture, insieme alla città marocchina di Tetouan, con cui condivide il riconoscimento promosso dall’Unione per il Mediterraneo e dalla Fondazione Anna Lindh. Le celebrazioni si sono aperte nel pomeriggio al Teatro Duni, riaperto dopo undici anni: uno spazio trasformato in “cantiere-evento”, simbolo di una città – e di un Mediterraneo – in continua costruzione.
Sul palco interventi istituzionali e momenti artistici, tra musica, danza e narrazione. Le note di Eugenio Bennato hanno accompagnato il finale della prima parte. Poi la città si è messa in movimento: performance, installazioni e musica nel centro storico, con cittadini e delegazioni internazionali in un unico evento a cielo aperto. Il momento più suggestivo in serata, con lo sguardo verso la Gravina: prima il laser show, poi i droni, a disegnare nel cielo segni di dialogo.
Servizio di Guido Tortorelli













