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Diabete di tipo 1, al Pediatrico di Bari 13enne trattato con un farmaco innovativo

SALUTE

Si rallenta la progressione della malattia prima della comparsa dei sintomi

Per la prima volta nel Sud Italia un paziente pediatrico affetto da diabete di tipo 1 in fase preclinica è stato trattato con teplizumab, un farmaco innovativo in grado di rallentare la progressione della malattia prima della comparsa dei sintomi. Il trattamento è stato eseguito presso l’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari e ha avuto esito positivo.

Il caso è stato seguito da un team multidisciplinare dell’Unità Operativa di Malattie Metaboliche. Un lavoro di squadra che ha garantito sicurezza, appropriatezza e umanizzazione delle cure, come testimoniato anche dalla famiglia del paziente in una lettera.

Il paziente, un ragazzo di 13 anni, è stato sottoposto a screening per il diabete di tipo 1 dove è stata accertata la positività ad alto titolo di tre autoanticorpi pancreatici, confermata da controlli ripetuti presso il Laboratorio di Autoimmunologia del Policlinico, indicativa di un elevato rischio di progressione verso la forma clinicamente manifesta della malattia.

L’accesso al trattamento ha richiesto un percorso articolato, gestito da un team multidisciplinare guidato dalle dottoresse Elvira Piccinno e Antonella Lonero dell’Unità Operativa di Malattie Metaboliche, Centro di Riferimento Regionale  Pediatrico per Malattie del Metabolismo e Tecnologie complesse per il Diabete. Il percorso ha previsto una valutazione integrata di tipo diabetologico, psicologico, nutrizionale e infermieristico, l’acquisizione di un consenso informato esteso e specifico e il coordinamento interno al Giovanni XXIII con il Laboratorio di Patologia Clinica e la Farmacia Ospedaliera per la corretta definizione e attuazione dell’iter terapeutico.

Il ragazzo è stato sottoposto a un ciclo di somministrazione endovenosa di teplizumab della durata di 14 giorni.

“Per anni abbiamo potuto solo osservare l’evoluzione del diabete di tipo 1 fino alla necessità della terapia insulinica – spiega la dottoressa Elvira Piccinno – oggi, grazie a terapie innovative come il teplizumab, possiamo guadagnare tempo prezioso, offrendo ai bambini e alle loro famiglie anni di vita senza la malattia clinicamente manifesta”.

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