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vertenza callmat

Lavoratori, sindacalisti e rappresentanti delle istituzioni sono intervenuti in Consiglio comunale per chiedere al ministero di far leva su Tim affinché mantenga i volumi di attività del call center Callmat. Per risolvere la vertenza Callmat serve un intervento urgente del governo. Ad auspicarlo i consiglieri comunali di Matera, al termine dell’ultima riunione dell’assise quando, all’unanimità, hanno espresso la necessità di un confronto diretto tra governo nazionale e Tim per chiedere all’azienda di telecomunicazioni di mantenere verso il call center materano quei volumi di traffico necessari a garantire i posti di lavoro per i 350 dipendenti. Sarà il sindaco Antonio Nicoletti a frasi portavoce dell’istanza durante la riunione in programma a Roma, al Mimit, il prossimo 10 giugno. Un ultimo disperato tentativo prima che arrivi la temuta scadenza del 30 giugno. Per quella data è prevista infatti la cessazione dei contratti di solidarietà in essere. Non solo. Stando ai sindacati, presenti all’ultima riunione del consiglio comunale materano, non sarebbe neppure da escludere, dopo una progressiva riduzione dei volumi di traffico, l’ipotesi di una chiusura del sito. A puntare su un intervento del governo anche la Regione Basilicata che, dal canto suo, ha provveduto a emanare un apposito avviso pubblico per la ricollocazione dei 350 lavoratori destinato alle aziende pronte a nuovi investimenti. Una situazione che si trascina da ormai quasi due anni lasciando gli impiegati Callmat col fiato sospeso e col dubbio di poter essere presto sostituiti dall’intelligenza artificiale nello svolgimento delle proprie mansioni.

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